Giovedi, 15 Novembre, 2018

Juncker: "Violente reazioni in altri Paesi se accettassimo la Manovra italiana"

La bandiera italiana e quella dell'Ue a Palazzo Chigi ieri durante la discussione della manovra in cdm Manovra, Juncker: "Da Italia deroghe inaccettabili. Dire sì porterebbe a reazioni violente in altri paesi"
Quartilla Lauricella | 16 Ottobre, 2018, 16:51

Il giorno dopo il varo della legge di Bilancio, il Draft Budgetary Plan inviato a Bruxelles ieri sera prima della mezzanotte, gli occhi sono tutti puntati sulla Commissione europea che deve dare accendere il proprio disco verde alla manovra o rigettarla. Abbiamo lanciato degli avvertimenti, forse prematuri. "Non cominciamo dalla fine" ha concluso il numero uno della Commissione Ue.

"Dire che sono contro l'Italia è una menzogna, una stupidaggine", ha poi precisato ricordando che fin dai tempi della conferenza intergovernativa per la preparazione del Trattato di Maastricht ha "sempre resistito alle istanze di alcuni Paesi che non volevano l'Italia nell'euro fin da subito". Parole che non lasciano certo ben sperare per il prosieguo del cammino della manovra italiana. La dinamica della finanza pubblica italiana "mi dà molte preoccupazioni" ma "non abbiamo pregiudizi: ne discuteremo con l'Italia come facciamo con tutti gli altri Paesi".

Anche per il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, "mi sembra difficile che possa essere giudicata in maniera positiva" dall'Europa. "Se accettassimo il derapage" previsto dalla manovra rispetto alle regole europee, ha detto il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker in un incontro con la stampa audiovisiva italiana, "alcuni Paesi ci coprirebbero di ingiurie e invettive con l'accusa di essere troppo flessibili con l'Italia". Nelle esternazioni di Juncker, tuttavia, non sono mancate risposte alle accuse rivolte alla Commissione: "In Italia l'Europa è minacciata dagli slogan di coloro che cercano dei colpevoli e che non amano quelli che propongono delle soluzioni - ha detto - Io e la Commissione abbiamo il compito di proporre delle soluzioni, che non amiamo, avendo in mente l'insieme dell'Ue, i 27, e soprattutto i 19 della zona euro". "No - replica Juncker - e constato che il governo italiano, come la società italiana, oggi esclude del tutto l'uscita dell'Italia dall'Europa". In seguito agli elementi di flessibilità introdotti nell'applicazione del Patto, l'Italia ha potuto spendere 30 miliardi di più che non avrebbe potuto spendere prima. "In tutti gli ambienti politici e non, si esclude l'uscita dell'Italia dall'euro". Non è una questione che riguarda la Commissione. "E continui pure a rivoltarsi, gli rimane tempo ancora fino a maggio".

LA REPLICA DI DI MAIO - In un post su Facebook Juncker commenta: "Noi andiamo avanti con le misure chieste dal popolo". "Oggi dice che l'Eurozona si rivolterà contro tutto questo per mantenere lo status quo che ha causato solo povertà e disoccupazione crescente". A nome di chi parla? "Juncker faccia nomi e cognomi di chi davvero prende le decisioni all'interno dell'Unione Europea" scandisce Di Maio. Sono infatti "irrealistiche" le stime del Governo sulla crescita.

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