Giovedi, 15 Novembre, 2018

Nuova arma contro il tumore al seno, colpisce il suo "motore"

Google ha insegnato ad un algoritmo a riconoscere il cancro al seno L'intelligenza artificiale di Google è in grado di individuare il cancro al seno avanzato
Moreno Priola | 19 Ottobre, 2018, 18:06

È la nuova via che stanno seguendo alcuni laboratori di ricerca, tra cui quello milanese coordinato da Francesco Nicassio presso il Centro per la Genomica dell'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT). Il lavoro, supportato dall'Associazione Italiana per la Ricerca su Cancro (AIRC), è stato pubblicato su Oncogene, prestigiosa rivista internazionale del gruppo Nature. Sono un'innovazione evolutiva: hanno permesso di sviluppare meccanismi di controllo più raffinati nell'espressione genica. A dispetto della loro ridotta dimensione, queste piccole molecole sono coinvolte in tanti processi biologici e in molte malattie, come ad esempio i tumori, i loro livelli sono alterati.

La ricerca per prevenire sempre più velocemente e combattere più efficacemente il tumore al seno prosegue. Gli studiosi hanno così scoperto che il miRNA può controllare la proliferazione e le proprietà staminali delle cellule, fondamentali nell'omeostasi e rigenerazione dei tessuti.

In effetti da anni vi sono studi riguardanti l'miR-34a che è un particolare micro Rna, di cui già si sapeva che avesse la proprietà di bloccare le cellule tumorali, anche se non era ancora chiaro il meccanismo. Una singola cellula staminale tumorale può, infatti, rigenerare il tumore, anche dopo l'intervento e la terapia farmacologica.

Allo stato attuale della ricerca medica si ritiene che le cellule staminali tumorali siano responsabili sia della progressione del tumore che delle recidive.

Pertanto il nuovo obiettivo dei ricercatori è di impiegare le nanotecnologie per veicolare le molecole nelle cellule malate. "La nostra speranza è portare avanti con successo questi studi". Si tratta di una scoperta importante, giacché apre la strada allo sviluppo di nuovi farmaci capaci di colpire selettivamente il 'motore' del tumore, ossia di interrompere la proliferazione delle cellule staminali che lo rigenerano continuamente.

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