Sabato, 20 Ottobre, 2018

Riforma pensioni, tutte le ultime novità su Quota 100 e Quota 41

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Quartilla Lauricella | 09 Ottobre, 2018, 12:53

Specie nei giorni della nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Def) che proprio sulle pensioni vede il governo Lega-M5s a favore di un'accelerazione dei tempi di pensionamento dei lavoratori italiani rispetto alle norme in vigore. Da una parte c'è chi vorrebbe garantire l'uscita dal lavoro ogni volta che si arriva a quota 100; dall'altra c'è chi spiega che sarebbe troppo costoso e i 7 miliardi previsti non basterebbero.

La legge di Bilancio conterrà 16 miliardi complessivi per reddito di cittadinanza e revisione della legge Fornero. Senza penalizzazioni, senza paletti, senza limiti, senza tetto al reddito. E questo se gli fila tutto quanto liscio, cosa che è alquanto improbabile oggi giorno e che lo sarà ancor di più domani, visto e considerato che il mercato del lavoro appare sempre più flessibile (ossia più vulnerabile)!

Ormai la formula della Quota 100 sembra assodata: potrà andare in pensione chi abbia raggiunto almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi anagrafici, requisiti questi ritenuti entrambi indispensabili.

Il reddito di cittadinanza assorbe 8-9 miliardi e al suo interno sono previsti aumenti per "pensioni di invalidità e premio alle famiglie numerose", ha aggiunto. In pratica, dal 2019, chi riceve una pensione di 400 euro per esempio, riceverà 380 euro in più, per arrivare all'importo di 780 euro che è l'importo di povertà stabilita dall'Istat.

Nello specifico, il calcolo contributivo, utilizzato con opzione donna, non si basa sugli ultimi stipendi o retribuzioni percepite come il sistema retributivo, ma sui contributi effettivamente versati nel corso dell'attività lavorativa, rivalutati e trasformati in rendita da un coefficiente che aumenta all'aumentare dell'età pensionabile.

Certamente per avere diritto all'integrazione del minimo è necessario produrre un valido ISEE che attesta la condizione sociale del pensionato, come tra l'altro previsto anche per le altre misure di contrasto alla povertà.

Con la proroga di opzione donna, i requisiti restano gli stessi, più gli adeguamenti alla speranza di vita che saranno ritenuti applicabili, ma possono essere maturati sino al 31 dicembre 2018. È questa infatti l'età richiesta per accedere alla pensione di vecchiaia per cui nel contempo sono richiesti anche 20 anni di contributi. Per accedere alle pensioni occorre avere 41 anni di servizio, senza vincoli di età anagrafica, anche se di fatto il Def delinea un'uscita a 62 anni con 38 di contributi e con un sistema previdenziale senza penalizzazioni per i futuri pensionati. Sono state cioè scartate le ipotesi di un calcolo contributivo a partire dai versamenti successivi al 1995 così come l'idea di un taglio dell'assegno di 1-1,5% per ogni anno di anticipo rispetto a 67 anni. Difficile, ad oggi, sapere se la quota 100 verrà applicata anche per chi ha 63 anni e 37 di contributi, o 64 anni e 36 di contributi. Circa 400mila lavoratori in più all'anno potranno andare in pensione dal 2019 in poi la riforma pensioni costerebbe tra 8 e 8,5 miliardi il primo anno con un miliardo in più negli anni successivi.

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