Lunedi, 10 Dicembre, 2018

Sant'Arpino, madre e figlio tornano dal Bangladesh e vengono ricoverati per colera

Napoli, paura colera: due casi in ospedale ULTIM’ORA. Due casi di colera nell’agro aversano. Sono mamma e figlio
Moreno Priola | 06 Ottobre, 2018, 05:09

L'autore de I bastardi di pizzofalcone si è rivolto direttamente al direttore Vittorio Feltri, in visita oggi alla città partenopea per presentare un libro. Io non riesco a immaginare che si possa andare in edicola e tirare fuori anche 10 o 20 centesimi, per comprare un giornale del genere. I primi esami hanno evidenziato l'assenza della malattia, sebbene non sia da sottovalutare la presenza di sintomi che vanno valutati con attenzione. In Italia l'ultima importante epidemia di colera risale al 1973 in Campania e Puglia. Una sparata che, come prevedibile, ha scatenato le polemiche, in primis da parte dell'Ordine dei giornalisti: "Quel titolo viola la carta di Roma che Tutela la dignità dei migranti, l'infanzia e i soggetti più deboli - sostiene il presidente dell'Odg Carlo Verna, che ha annunciato di aver "già allertato gli uffici dell'ordine per chiedere repentinamente una valutazione al consiglio di disciplina nazionale" per eventuali provvedimenti disciplinari". Madre e figlio originari del sud-est asiatico vengono ricoverati all'ospedale Cotugno di Napoli con la diagnosi di colera: una malattia infettiva che causa diarrea la cui trasmissione può avvenire per ingestione di acqua o di alimenti contaminati dal batterio, oppure per via diretta in condizioni igienico sanitarie precarie. Per quanto riguarda la situazione in Europa l'Ecdc segnala per il 2015, ultimo anno disponibile, 24 casi in sette paesi, oltre metà dei quali in Gran Bretagna, tutti importati. "Entrambi sono in situazioni stazionarie". Dal contagio sembrerebbero esclusi i parenti dei due pazienti che rimangono però sotto osservazione per ulteriori accertamenti.

Il sindaco di Sant'Arpino, Giuseppe Dell'Aversana, ha confermato i due casi di colera ed ha fatto sapere di aver parlato con i responsabili dell'Asl di Caserta che, al momento, non gli hanno fornito alcuna prescrizione. "La situazione è del tutto sotto controllo".

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