Lunedi, 15 Ottobre, 2018

Stati Uniti, muore a 29 anni infettato dall’ameba mangia-cervello

Cosè il Naeglera fowleri l'ameba killer Stati Uniti, muore a 29 anni infettato dall’ameba mangia-cervello
Moreno Priola | 03 Ottobre, 2018, 17:40

Il parassita in questione si sarebbe introdotto nell'organismo del giovane statunitense dopo una nuotata nella piscina di un resort di Waco, in Texas.

Al ritorno a casa, mentre tagliava il prato ha iniziato ad accusare un fortissimo mal di testa. Ad ucciderlo è stata l'ameba mangia cervello.

Il giovana, infatti, è morto dopo essere stato infettato da una "ameba mangia-cervello", un raro parassita altamente mortale. Non riusciva ad alzarsi dal letto e neanche a parlare: pronunciava frasi sconnesse.

In ospedale i medici lo hanno inizialmente curato per meningite batterica.

Fabrizio Stabile, a dispetto del suo nominativo italianissimo, veniva dal New Jersey, e non avrebbe mai pensato che quel mal di testa era il sintomo di una malattia che non gli avrebbe lasciato scampo. Per il ventinovenne - descritto da chi lo conosceva come un amante dello snowboard, del surf e di "qualsiasi cosa avesse a che fare con amici e familiari" - era ormai troppo tardi: è morto il 21 settembre scorso, il giorno successivo alla diagnosi. "Il liquido cerebrospinale (CSF) di Fabrizio è risultato positivo all'ameba Naegleria fowleri che gli ha causato una rara infezione che è stata diagnosticata solo 143 volte negli Stati Uniti negli ultimi 55 anni - hanno scritto i genitori - Lo scenario peggiore si è aperto davanti ai nostri occhi quando abbiamo appreso che questa infezione si traduce in un tasso di mortalità del 98%".

Il 29enne avrebbe contratto il Naegleria fowleri in occasione di una breve vacanza al Cable Park BSR a Waco, in Texas, dove aveva nuotato nella piscina a onde.

La Naegleria Fowleri è un parassita che vive in acqua dolce a temperature variabili e può causare nell'uomo la la meningoencefalite amebica primaria (PAM o PAME), che colpisce il sistema nervoso centrale: il decorso della malattia è estremamente rapido e può condurre alla morte nell'arco di una settimana.

Ha questo terribile soprannome perché, una volta aspirata dal naso, entra nel corpo di una persona e arriva al cervello, se ne nutre distruggendo i tessuti e provocando in tempi rapidissimi lesioni talmente gravi che portano alla morte. Non esistono vaccini. Per prevenire l'infezione, secondo gli epidemiologi, nuotatori o subacquei in immersione in acque dolci dovrebbero usare pinze per impedire l'ingresso di acqua dal naso, o evitare di mettere la testa sott'acqua facendo il bagno nelle sorgenti calde.

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