Martedì, 11 Dicembre, 2018

Trump contro la Fed: "E' impazzita"

Usa l'accusa di Trump dopo il crollo di Wall Street In caduta
Evandro Fare | 11 Ottobre, 2018, 22:11

A Tokyo l'indice Nikkei del 3,89% a 22.590. Sul fronte dei cambi lo yen torna a rivalutarsi sul dollaro a 112, e sull'euro a 129,50.

Nella sessione di ieri abbiamo assistito al più grande sell off che che abbia mai travolto Wall Street negli ultimi otto mesi: i traders sono intimoriti dall'aumento del rendimento dei Treasuries e dall'esacerbarsi del confronto commerciale tra Stati Uniti e Cina e qual è il risultato di tutto questo? A pesare è l'ondata di vendite sui tecnologici, che affonda i listini americani già preoccupati per il balzo dei rendimenti sui Treasury e l'impatto dei dazi sulle trimestrali. "Penso che sia impazzita".

La Casa Bianca non si dice preoccupata.

"È una correzione in un mercato al rialzo, probabilmente è salutare. Passerà": i "fondamentali dell'economia americana sono solidi" grazie alle politiche di Donald Trump, spiega la portavoce della Casa Bianca, Sarah Huckabee Sanders.

La seduta a Wall Street ha chiuso in profondo rosso.

Il Dow Jones chiude perdendo il 3,10%, più di 800 punti, a 25.612,13 punti. Il Nasdaq il 4,08% a 7.422,05 punti in quello che è la sua seduta peggiore dalla Brexit.

L'SP 500 non è nuovo a questi scossoni e già all'inizio di febbraio scese di circa il 10% rispetto al massimo precedente lasciando intendere che il Bull Market fosse ormai agli sgoccioli, la la politica fiscale implementata da Washington ha consentito a Wall Street di recuperare terreno registrando nuovi massimi. I tecnologici sono il settore più colpito, e sperimentano la giornata peggiore dal 2011, con gli investitori che li 'scaricano' e si spostano verso titoli ritenuti più sicuri. Facebook cede il 4,13% mentre Twitter affonda dell'8,47%. Microsoft arretra del 5,43%. In totale sono andati in fumo 99 miliardi di dollari, un dato che pesa soprattutto sui 500 super ricchi mondiali. Il più 'colpito' - secondo l'indice dei miliardari di Bloomberg - è Jeff Bezos che brucia in una seduta 9,1 miliardi di dollari, e vede scendere la sua fortuna a 145,2 miliardi di dollari. Il rialzo dei tassi è in corso da molti mesi e nessuno lo reputa scandaloso, visto che l'economia statunitense sta crescendo moltissimo, ma Trump pensa che stia avvenendo troppo velocemente e prima di un comizio in Pennsylvania ha detto che "è una correzione attesa da tempo, ma con cui non sono affatto d'accordo".

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