Lunedi, 10 Dicembre, 2018

Brexit: Micheal Gove non si dimette e divide i 'brexiteers'

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Evandro Fare | 17 Novembre, 2018, 14:04

Alle 12.30, infatti, l'Europa da una parte aveva il Ftse Mib a -0,5%, in rosso some anche il Cac40 a -0,25% mentre andavano meglio le cose sul Dax e a +0,13% e sul Ftse100 a +0,18%.

Un vertice "appassionato e difficile" lo ha definito Theresa May, un understatement molto British che nasconde a malapena le turbolenze succedutesi nelle ore del summit, in cui i ministri euroscettici come Ester McVey e Penny Mordaunt avrebbero minacciato un voto di sfiducia ai danni del primo ministro.

L'annuncio ferma l'emorragia di esponenti 'brexiteers' dall'esecutivo, già decimato dalle precedenti dimissioni proprio di Raab, oltre che dei ministri all'Irlanda del Nord (Shailesh Vara), del Lavoro (Esther McVey) e della sottosegretaria Suella Braverman. "Rimangono ancora numerosi ostacoli, con una maggiore incertezza in merito alla capacità di May di rimanere al potere e di far passare questo accordo, quindi è probabile che nelle settimane vedremo un'ulteriore volatilità sugli asset del Regno Unito".

Theresa May tira dritto e difende la bozza di accordo trovata con l'Unione Europea sulla Brexit, che ha causato un terremoto nella politica britannica.

Non solo, ma, come detto, l'addio è stato dettato anche da quella che secondo lui è una proposta di Brexit troppo soft e che permette all'Unione di tenere in ostaggio Londra la quale, per l'ex ministro, si troverebbe ad aver fatto troppe concessioni a Bruxelles. Non faccio nemmeno notare che, se un artista ne ostracizza un altro per le sue opinioni politiche e indipendentemente dal talento, deve aspettarsi di venire prima o poi ostracizzato gratuitamente per le proprie opinioni opposte.

Theresa May è sempre più sola e il suo governo continua a perdere i pezzi.

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