Lunedi, 10 Dicembre, 2018

Garante,no padre-madra su carta identità

Carta identità Garante privacy boccia Garante della privacy: “No a padre e madre sulla carta di identità”
Quartilla Lauricella | 19 Novembre, 2018, 02:00

Il Garante era stato interpellato dallo stesso Salvini in seguito al via libera del ministero della Pubblica amministrazione, e di quello del ministero dell'Economia e delle Finanze, che si erano detti concordi con il vicepremier sull'eliminazione della generica dicitura "genitori" sulle carte d'identità dei figli minori. Ad annunciare il ritorno alla definizione che evidenzia il sesso dei genitori era stato il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, che aveva dato disposizione agli uffici del Viminale di modificare tutta la modulistica a riguardo. Il 31 ottobre, però, è arrivato il parere negativo del garante per la privacy. Il nuovo obbligo, ha spiegato il Garante, "presenta rilevanti criticità in ordine alla compatibilità con la normativa in materia di protezione dei dati personali" e per questo motivo ha chiesto all'Agenzia di "far sapere con urgenza come intenda rendere conformi al quadro normativo italiano ed europeo i trattamenti di dati che verranno effettuati ai fini della fatturazione elettronica". Il ministro Salvini si dice tuttavia intenzionato a non retrocedere. "Noi andiamo avanti, non esiste privacy che neghi il diritto ad un bimbo di avere una mamma e un papà", ha commentato. Entrando nel merito del nuovo sistema di e-fatturazione il Garante rileva una serie di criticità. "La modifica in esame - si legge nel parere del Garante - è suscettibile di introdurre, ex novo, profili di criticità nei casi in cui la richiesta della carta di identità, per un soggetto minore, è presentata da figure esercenti la responsabilità genitoriale che non siano esattamente riconducibili alla specificazione terminologica 'padre' o 'madre'". Se la sostituzione avvenisse, si potrebbe incorrere in errori o dichiarazioni inesatte che porterebbero anche alla sospensione delle procedure di rilascio del documento d'identità.

Nella vicenda, ha detto la sua anche il direttore dell'Ufficio Nazionale anti discriminazioni razziali.

L'obbligo di fatturazione elettronica, esteso a partire dal primo gennaio 2019 anche ai rapporti tra fornitori e tra fornitori e consumatori, secondo il Garante per la privacy presenta infatti un rischio elevato per i diritti e le libertà degli interessati, comportando un trattamento sistematico, generalizzato e di dettaglio di dati personali su larga scala, potenzialmente relativo a ogni aspetto della vita quotidiana dell'intera popolazione, sproporzionato rispetto all'obiettivo di interesse pubblico, pur legittimo, perseguito. "L'Unar - conclude Manconi - chiede al governo di accogliere interamente il parere del Garante per la Privacy nella elaborazione delle modalità tecniche di emissione della carta di identità elettronica".

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