Lunedi, 10 Dicembre, 2018

Il mercato delle scommesse online spartito dalle mafie: arresti anche in Puglia

Svelata una vasta rete coinvolti pezzi da novanta della mafia e dell'imprenditoria. IN AGGIORNAMENTO Svelata una vasta rete coinvolti pezzi da novanta della mafia e dell'imprenditoria. IN AGGIORNAMENTO
Evandro Fare | 14 Novembre, 2018, 22:30

Sessantotto arresti e ottanta perquisizioni in tutta Italia, con sequestri per circa un miliardo di euro.

Il lungo elenco di persone coinvolte comprende gregari delle più note famiglie di 'ndrangheta di Reggio Calabria, dei clan catanesi e pugliesi, ma anche imprenditori e prestanome, tutti a vario titolo accusati di associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e autoriciclaggio, illecita raccolta di scommesse online e connessa fraudolenta sottrazione ai prelievi fiscali dei relativi guadagni.

"Io cerco i migliori adepti nelle migliori università mondiali e tu vai ancora alla ricerca di quattro scemi in mezzo alla strada che vanno a fare così: 'Bam Bam'". Il denaro accumulato illegalmente, il cui percorso è stato monitorato dalla Guardia di Finanza, veniva poi reinvestito in patrimoni immobiliari e posizioni finanziarie all'estero intestati a persone, fondazioni e società, tutte ovviamente schermate grazie alla complicità di diversi prestanome.

Le nuove mafie hanno bisogno di "quelli che cliccano, che movimentano" i soldi facendoli transitare da un Paese all'altro senza lasciar traccia delle transazioni online, non di quelli che fanno "bam bam", cioè di quelli che sparano. Dalle indagini e' emerso che i gruppi criminali si erano spartiti e controllavano, con modalita' mafiose, il mercato delle scommesse clandestine on line attraverso diverse piattaforme gestite dalle stesse organizzazioni. Il volume delle giocate, riguardanti eventi sportivi e non, scoperto dagli investigatori di Guardia di Finanza, Polizia e Carabinieri, e' superiore ai 4,5 miliardi. Su questi beni sono in corso provvedimenti di sequestro in Italia e all'estero con la collaborazione delle autorità giudiziarie di Austria, Svizzera, Regno Unito, Isola di Man, Paesi Bassi, Serbia, Albania, Spagna e Malta.

Indagini delle procure di Bari, Reggio Calabria e Catania.

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