Lunedi, 10 Dicembre, 2018

Istat: crescita rallenta, stime Pil a rischio. Casa discrimine per il reddito

Istat Manovra, Istat: obiettivo Pil 2018? Serve +0,4% nel IV trimestre
Quartilla Lauricella | 14 Novembre, 2018, 21:15

"In termini meccanici sarebbe necessaria una variazione congiunturale del Pil pari a +0,4% nel quarto trimestre dell'anno in corso per raggiungere gli obiettivi di crescita presenti nella Nota di aggiornamento al Def per il 2018", ha detto Franzini nell'audizione sulla manovra alla Camera. Secondo l'Istat, "la variazione acquisita per l'anno corrente è +1,0%".

(Teleborsa) - Riprende il giro di audizioni sulla Legge di Bilancio, nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato, con l'Istat che vede in salita la strada per centrare l'obiettivo inserito nella nota di aggiornamento al DEF (Documento di Economia e Finanza). Ha affermato Franzini a proposito dell'incentivo previsto in manovra alla nascita del terzo figlio. In vista dell'introduzione del reddito di cittadinanza, "le famiglie in povertà assoluta che non sono in affitto (56,3%) si dividono in due sottogruppi: coloro che abitano in case di proprietà (40,7%) e coloro che hanno case in usufrutto o in uso gratuito (15,6%)".

La rinuncia a visite e accertamenti specialistici per problemi di liste di attesa complessivamente riguarda circa 2 milioni di persone (3,3% dell'intera popolazione).

Stando ai calcoli dell'Istat, i provvedimenti fiscali previsti in legge di Bilancio per le imprese generano una riduzione del debito di imposta Ires per il 7% della platea, mentre per più di un terzo le tasse aumenteranno e l'aggravio medio di imposta è pari al 2,1% in quanto l'introduzione della mini-Ires (-1,7%) non compensa gli effetti dell'abrogazione dell'Ace (+2,3%) e della mancata proroga del maxi-ammortamento (+1,5%).

Sono oltre quattro milioni le persone che rinunciano per motivi economici (il 6,8% del totale). A rinunciare di più sono "i più anziani, tra i 45 e 64" e "rilevante" ha detto il presidente Franzini, .

Franzini ha rimarcato poi le differenze territoriali tra Nord e Centro-Sud. La percentuale piu' bassa si rileva infatti nel Nord-est (2,2%) e la piu' elevata nelle Isole (4,3%). Distinguendo le prestazioni sanitarie, la rinuncia per liste di attesa e' piu' frequente per le visite specialistiche (2,7%) rispetto agli accertamenti specialistici (1,6%).

"Queste situazioni - conclude l'istituto - rappresentano un segnale di vulnerabilità nell'accesso alle cure che riguarda in particolare i meno abbienti".

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