Lunedi, 10 Dicembre, 2018

La lettera di Tria all’Ue

Manovra parte la lettera per l’Europa Alt di Lega e M5S all’apertura di Tria Il ministro dell’Economia Giovanni Tria a Bruxelles
Quartilla Lauricella | 17 Novembre, 2018, 17:25

La versione rivista del Documento programmatico di bilancio (Dpb) 2019, inviata nella notte all'esecutivo di Bruxelles, lascia invariate le stime sul Pil all'1,5% e sul deficit/Pil al 2,4% che resta un "limite invalicabile", dichiara il ministro dell'Economia e delle finanze, Giovanni Tria, nella lettera all'Ue che accompagna il testo.

Nella lettera, a firma di Giovanni Tria, il ministro dell'Economia e delle Finanze, il Governo italiano ha confermato i contenuti della manovra ed ha ribadito come le attese siano di una crescita del PIL superiore rispetto a quella che è la tendenza attuale grazie proprio alle misure varate a partire dalla riduzione del carico fiscale per le piccole imprese, e passando per il rilancio degli investimenti. "Pur introducendo misure di sostegno innovative e un'attenuazione ai vincoli per il pensionamento l'espansione fiscale decisa dal governo resta contenuta alla misura strettamente necessaria a contrastare il rallentamento del ciclo economico". Tale cuscinetto servirebbe a prevenire "un deterioramento dei saldi di bilancio anche nel caso in cui gli obiettivi di crescita non siano pienamente conseguiti". L'indice Ftse Mib arretra dell'1,6%, sotto i 19 mila punti, mentre lo spread Btp-Bund tocca i 317 punti base, in scia alla linea dura del governo, nella risposta alla Ue, sulla manovra. "Al fine di accelerare la riduzione del rapporto debito/Pil e preservarlo dal rischio di eventuali shock macroeconomici, il governo ha deciso di innalzare all'1% del Pil, per il 2019, l'obiettivo di privatizzazione del patrimonio pubblico", ha spiegato Tria nella lettera.

"La discesa del rapporto debito/Pil" sarà di "1,7 punti nel 2019, 1,9 nel 2020 e 1,4 nel 2021". Il rapporto scenderebbe così dal 131,2 per cento del 2017 al 126 per cento nel 2021. A ciò si aggiunge "un programma di manutenzione straordinaria" della rete viaria, la cui urgenza è stata messa in evidenza dal crollo del ponte Morandi a Genova. Si tratta in particolare di 0,2 punti di Pil (circa 3,5 miliardi) per un piano straordinario di interventi contro il dissesto idrogeologico e un ulteriore miliardo per la messa in sicurezza e manutenzione di infrastrutture della rete stradale quali viadotti, ponti e gallerie. "Il Governo resta fiducioso nelle possibilità di conseguire obiettivi di crescita contenuti nel quadro programmatico del documento di programmazione". Si assomma ad altre: oltre 50 leggi di bilancio dello Stato. "Il governo predisporrà a breve un piano per contrastare il dissesto, da avviare in tempi rapidi e realizzare nel prossimo quinquennio secondo un cronoprogramma definito".

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