Lunedi, 10 Dicembre, 2018

Manovra, Austria e Olanda chiedono la procedura d’infrazione per l’Italia

Scontro con l’Europa la procedura di infrazione potrebbe costare 60 miliardi l’anno Tutti contro la manovra dell’Italia L’Austria: procedura di infrazione
Quartilla Lauricella | 15 Novembre, 2018, 12:57

Come era prevedibile, il muro contro muro tra il governo gialloverde e la Commissione Ue sulla manovra che aumenta il deficit sta facendo schierare i Paesi membri contro l'Italia. "Ora e' giunto il momento che la Commissione europea prenda ulteriori provvedimenti", ha concluso Hoekstra.

L'Austria, per esempio, accusa l'esecutivo Lega-M5S di "tenere in ostaggio il suo stesso popolo". Loeger è su posizioni opposte a quelle del ministro Tria: "Contrariamente a quanto sostiene il mio collega non si tratta di un affare italiano interno, ma di un affare europeo".

"L'Italia corre il rischio di scivolare verso uno scenario greco" e la Commissione Ue deve compiere dei passi disciplinari contro il governo italiano.

Anche l'Olanda ha espresso parare negativo sulla manovra di Roma. Le finanze pubbliche italiane sono sbilanciate ed i piani del governo non porteranno ad una robusta crescita economica.

Il prossimo voto dell'Eurogruppo (che si esprimerà proprio sulla raccomandazione della Commissione) non darà automaticamente il via alla citata procedura, la quale eventualmente scatterà soltanto a fine gennaio 2019.

La commissione europea risponderà entro il 21 novembre alla nuova lettera inviata dal governo italiano.

Weidmann spiega che con l'espansione economica dell'area dell'euro in corso, nonostante un recente rallentamento, e con la politica monetaria che probabilmente non sarà in grado di fornire molto sostegno se ci sarà una prossima crisi, i Paesi fortemente indebitati come l'Italia dovrebbero cogliere l'opportunità per ridurre il loro fardello. Già ora la percentuale del debito pubblico è circa una volta e mezzo superiore a quello di un anno fa.

"Questi piani italiani sono controproducenti per l'economia italiana stessa - ha detto il vicepresidente della commissione europea Valdis Dombrovskis -. L'impatto è evidente anche nella disponibilità di finanziamenti e nel costo del credito per l'economia reale, che sta iniziando a danneggiare gli investimenti".

Il parere della Bundesbank - "Il governo italiano è legittimato ad aumentare la spesa pubblica, ma a condizione che non ne derivi un onere più elevato sul debito", ha affermato il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, in un discorso a Berlino.

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