Lunedi, 10 Dicembre, 2018

Novità in Toscana, contraccettivi gratis agli under 26 - mercoledì 14 novembre 2018

Contraccettivi gratuiti agli under 26 e prevenzione, anche la Toscana dà via libera: “Salute sessuale… La Toscana ha approvato una delibera per la contraccezione gratuita
Moreno Priola | 17 Novembre, 2018, 10:23

Preservativi, pillole, spirali, cerotti e altri contraccettivi saranno gratuiti anche in Toscana.

La giunta regionale ha quindi approvato la proposta portata avanti dall'assessora al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi, che si è detta soddisfatta di questo che è, prima di tutto, un atto di civiltà. I contraccettivi gratuiti saranno distribuiti a tre specifiche categorie di persone: i giovani dai 14 ai 25 anni, le donne tra i 26 e i 45 anni con determinati codici di esenzione o che hanno un basso reddito, le donne sotto i 45 anni che hanno scelto la contraccezione entro 12 mesi dal parto, oppure dopo un'interruzione della gravidanza e entro 24 mesi dall'intervento. Per quanto riguarda le interruzioni volontarie di gravidanza, i dati dell'Ars relativi al 2017 dicono che gli aborti nella regione sono diminuiti rispetto al 2016 (meno 4,8 per cento) e anche tra le minorenni (erano il 3 per cento nel 2000 sono il 2,4 per cento nel 2017).

Il presidente della Regione Toscana Enrico Ross, ha dato l'annuncio sul suo profilo Facebook dove ha spiegato le novità della delibera: "Una decisione che abbiamo fortemente voluto e fondamentale per contrastare malattie sessualmente trasmissibili, evitare gravidanze indesiderate, ridurre il ricorso all'aborto".

Non solo profilattici: la gratuità riguarderà moltissimi altri metodi anticoncezionali.

In Toscana, la trasmissione sessuale è responsabile del 75,6% dei casi di Aids, imputabile per quasi la metà a rapporti eterosessuali.

"L'obiettivo", per Rossi, è quello "di raggiungere tutti i giovani nei luoghi di vita e formazione".

La Toscana diventa così la quinta regione italiana, dopo Puglia, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte, ad aver promosso l'iniziativa. Servirebbe una legge specifica e valida a livello nazionale, che regolamenti il sistema e non demandi la questione alle possibilità economiche e all'illuminazione dei governi delle singole regioni o alle aziende sanitarie. In Toscana, conclude Rossi, "la salute sessuale è al primo posto".

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