Lunedi, 10 Dicembre, 2018

Referendum Atac, niente quorum. I radicali minacciano il ricorso al Tar

Referendum Atac sul trasporto pubblico, per cosa sono chiamati a votare i romani Referendum Atac, Roma: orari e sezioni elettorali. Votare Sì o No?
Quartilla Lauricella | 12 Novembre, 2018, 21:52

I cittadini romani sono chiamati a esprimersi sulla liberalizzazione del trasporto pubblico locale.

I quesiti del referendum consultivo sono due. "In pratica - scrive Wired - è come se ogni biglietto costasse 6 euro e di questi 4,5 fossero pagati da tutti i contribuenti compresi quelli che i mezzi pubblici non li utilizzano".

In questa occasione però la tessera non sarà timbrata.

Si vota nei consueti seggi elettorali, muniti di documento di identità e tessera elettorale.

La votazione si svolge a suffragio universale con voto diretto, libero e segreto: tuttavia, dal momento che riguarda esclusivamente il territorio capitolino, possono votare solamente i cittadini iscritti nelle liste elettorali di Roma Capitale, insieme a coloro che - appartenendo ad una delle categorie descritte dall'articolo 6 dello Statuto - si sono registrati nel periodo che va dal 1° ottobre al 31 dicembre del 2017.

Molte sono state le polemiche: i promotori dei quesiti hanno accusato il Sindaco Virginia Raggi di aver posticipato eccessivamente la data e di non aver dato alcuna pubblicità al referendum, e le stesse operazioni di voto sono state oggetto di recriminazioni.

Non raggiunge il quorum del 33,3%, necessario secondo il Campidoglio per la sua validità, il referendum per la messa a gara del dei trasporti pubblici di Roma.

Alle ore 16 l'affluenza alle urne è dell'8,95% con 211.817 votanti su 2.367.636 aventi diritto. La questione potrebbe finire al Tar.

L'elettore avrà due schede di colore diverso, una per ogni quesito.

Due le domande per l'elettore: una sull'affidamento dei servizi di trasporto tramite gare pubbliche e l'altra sulla possibilità di creare nuovi servizi di trasporto collettivo non di linea con App o a richiesta.

Il referendum è stato promosso da Riccardo Magi, segretario dei Radicali italiani per mettere a gara il servizio dei trasporti della capitale. Questi ultimi temono che la privatizzazione del trasporto porti a un aumento dei costi dei biglietti. Per questo, concludono i commissari, "desta preoccupazione che non sia stato ancora avviato l'iter, lungo e laborioso, per pervenire alla determinazione conclusiva riguardo al futuro assetto del trasporto pubblico a Roma, lasciando emergere una situazione di incertezza prospettica". La precedente versione del testo prevedeva la dicitura "di pari passo al Comune di Roma". Ha 11 mila dipendenti ed è la più grande d'Europa. È stata ammessa al concordato preventivo dal Tribunale fallimentare di Roma. Nonostante la proposta di mettere a gara il servizio dal 2019, la sindaca Raggi ha già rinnovato il contratto fino al 2021.

"Volete voi che Roma Capitale affidi tutti i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia mediante gare pubbliche, anche ad una pluralità di gestori e garantendo forme di concorrenza comparativa, nel rispetto della disciplina vigente a tutela della salvaguardia e della ricollocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio?"

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