Mercoledì, 21 Novembre, 2018

RISULTATI ELEZIONI MIDTERM USA/ La vittoria di tutti lascia l'America più divisa

Elezioni e Mercati i quattro scenari possibili dal voto di Midterm Midterm, Trump: «Onda blu? Un'increspatura»
Evandro Fare | 08 Novembre, 2018, 13:07

Facebook ha annunciato di aver bloccato circa trenta profili - oltre a 85 sul social network per la condivisione di foto, Instagram, che controlla - che potrebbero essere legati a entità straniere e creati per interferire nelle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.

Le elezioni statunitensi di metà mandato si sono concluse con una vittoria del Partito Democratico: non una vittoria travolgente, non un clamoroso ripudio del presidente Trump e delle sue politiche, ma comunque una vittoria.

La più grande e famosa promessa elettorale di Donald Trump rischia di fare una brutta fine: finché i Democratici controlleranno la Camera, cioè almeno per i prossimi due anni, è davvero difficile pensare che il Congresso possa stanziare i soldi necessari per costruire il muro al confine tra Texas e Messico.

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Native americane e ispaniche - Così come Sharice Davids, in Kansas, e Deb Haaland, in New Mexico, sono le prime native americana ad approdare al Congresso, anche in questo caso per i democratici. Anche questo è un messaggio importante per l'Europa. Così Guido Moltedo ospite di euronews per un commento sulle elezioni di medio termine negli Stati Uniti.

La conquista della Camera era il minimo cui potevano puntare i democratici, ma questo non significa che sia poco. Ministri e funzionari saranno sistematicamente chiamati a rispondere del loro operato, le loro mosse saranno sistematicamente monitorate e tamponate.

Il Presidente Trump ora è quella che in gergo si definisce "anatra zoppa": non ha più la maggioranza in entrambi i rami del Congresso, e dovrà scendere a compromessi sui Democratici se vorrà far passare le sue riforme. Insomma, i blu non rovesceranno la politica della Casa Bianca, ma potranno perlomeno rallentarla, mentre i riflettori sono già puntati sulle presidenziali del 2020. Più in generale, senza l'assenso della Camera, l'agenda legislativa di Trump si riduce a zero. Nelle pianure dell'Indiana, del Missouri e anche dell'Arizona, i democratici più moderati si sono proposti come repubblicani mascherati, per esempio in tema di sicurezza. Tradizionalmente, in una situazione del genere, la politica americana procedeva, anche spedita, con una serie ininterrotta di trattative e compromessi, che giustificavano e premiavano le anime moderate dei due partiti.

Da quando si insedierà il nuovo Congresso, i Democratici avranno il potere - se lo vorranno - di iniziare la procedura di impeachment per arrivare alla rimozione di Donald Trump dalla Casa Bianca: basta un voto a maggioranza semplice della Camera, infatti, e un'accusa per una generica "colpa molto grave".

Pochi credono che sarà la sua scelta. "Non credo che ci saranno cambiamenti sostanziali nemmeno sull'Iran - spiega Caracciolo - sebbene ci siano divisioni nell'amministrazione, la linea Obama dell'apertura era già morta prima dell'avvento di Trump, e, soprattutto, siccome c'è un interesse primario a mantenere in vita il regime saudita, adesso non è il momento per le politiche di morbidezza nei confronti dell'Iran". E poi, "Cesseranno gli US di essere quel bastione indipendente di libertà, libera intrapresa e capitalismo che ha dato energia al Paese tale da permetterci di ottenere in due secoli e mezzo risultati che gli altri non sono riusciti a raggiungere in due millenni?" Non saranno, per nessuno, due anni facili.

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