Mercoledì, 21 Novembre, 2018

Tria, su stime defaillance tecnica Ue - Ultima Ora

Ue previsioni d’autunno in Italia deficit al 2,9% crescita 1,2 Cosa dicono le previsioni economiche Ue sull'Italia
Quartilla Lauricella | 09 Novembre, 2018, 02:09

Moscovici ha spiegato che la differenza di stima sulla crescita 2019 (1,2% della Ue contro 1,5% del governo) è dovuta al fatto che "le nostre stime sono più prudenti, come quelle delle altre organizzazioni internazionali", e si basano sul deterioramento della situazione nel terzo trimestre e inizio del quarto. Nel Def era fermo all'1,7% nel 2019 e 2020, per la Ue vola al 3% e poi al 3,5%. La Ue precisa che tale cifra non tiene in considerazione la clausola di salvaguardia, cioè l'aumento dell'Iva, data la "sistematica sterilizzazione".

Secondo il ministro dell'Economia Giovanni Tria "le previsioni della Commissione europea relative al deficit italiano sono in netto contrasto con quelle del Governo italiano e derivano da un'analisi non attenta e parziale del Documento Programmatico di Bilancio, della legge di bilancio e dell'andamento dei conti pubblici italiani, nonostante le informazioni e i chiarimenti forniti dall'Italia". "Ci dispiace constatare questa défaillance tecnica della Commissione, che non influenzerà la continuazione del dialogo costruttivo con la Commissione stessa in cui è impegnato il Governo italiano", aggiunge Tria.

Nell'ambito delle previsioni di autunno diffuse oggi, l'esecutivo Ue vede nel 2019 il rapporto deficit/Pil dell'Italia balzare al 2,9% nel 2019 in salita rispetto il 2% fotografato dalle stime di primavera dello scorso maggio, prima dell'insediamento del nuovo governo, e ben oltre il 2,4% ipotizzato dal governo Lega-M5s.

Pronta replica del ministro Tria alle previsioni pessimistiche della Commissione UE su deficit e debito. "Non ci sono i presupposti per mettere in discussione la fondatezza e la sostenibilita' delle nostre previsioni" ha proseguito Conte. Così il premier Giuseppe Conte in una nota.

Il Fondo non solo conferma le sue stime sul Pil italiano più basse anche di quelle dell'Ue (1% per il 2019 e 0,9% per il 2020), ma lancia anche l'allarme sul riaccendersi di un "rischio contagio".

"Le previsioni di crescita della Commissione Ue per il prossimo anno sottovalutano l'impatto positivo della nostra manovra economica e delle nostre riforme strutturali".

Tagliate stime di crescita. Nel 2020 si prevede +1,3%. Con l'1,1% quest'anno, persino la Gran Bretagna nonostante le difficoltà legate alla Brexit fa meglio con l'1,3%. Nel 2019, allo stesso livello di pil dell'1,2% dell'Italia ci sarà solo Londra ma ormai sarà già fuori dall'Ue. I dati dicono che dopo aver toccato il +1,6% nel 2017, la crescita italiana è prevista all'1,1% nel 2018, all'1,2% nel 2019 e all'1,3% nel 2020.

"A causa del deterioramento del bilancio, unito ai rischi al ribasso sulla crescita, l'alto debito italiano rimarrà stabile attorno al 131% su tutto il periodo delle previsioni" cioè 2018, 2019 e 2020. "Una crescita prolungata dei rendimenti dei titoli di Stato peggiorerebbe le condizioni di raccolta per le banche e ridurrebbero ulteriormente l'offerta di credito, mentre la spesa pubblica potrebbe scoraggiare gli investimenti privati". Secondo Bruxelles "l'occupazione dovrebbe crescere di circa l'1% all'anno nel peiodo 2018-2020, in linea con l'attività economica e sostenuta dagli incentivi alle assunzioni". Tra gli altri rischi negativi per l'economia segnalano la guerra commerciale Usa-Cina e la Brexit. "Le misure politiche previste potrebbero rivelarsi meno efficaci, con un impatto minore sulla crescita", si legge nel documento messo a punto dalla direzione generale Affari economici.

Altre Notizie