Giovedi, 15 Novembre, 2018

Visco: "Dallo spread conseguenze negative per banche e famiglie"

Visco dà l'allarme sullo spread per rischi a famiglie e imprese Spread, Visco: "Da rialzo conseguenze gravi per banche e famiglie"
Quartilla Lauricella | 03 Novembre, 2018, 10:12

A richiamare il governo oggi ci ha pensato il governatore della banca d'Italia Ignazio Visco. "Premi elevati a copertura del rischio sovrano rendono più difficile il controllo della dinamica del rapporto tra il debito pubblico e il prodotto". "Il rialzo dei premi per il rischio sul debito pubblico produce perdite in conto capitale che peggiorano la situazione patrimoniale delle banche; incide sul costo e sulla disponibilità dei finanziamenti che gli intermediari raccolgono sul mercato e sulla loro capacità di fornire credito all'economia", ha aggiunto. "Il rialzo dei tassi di interesse sui titoli di Stato si riflette negativamente anche sul bilancio pubblico e qualora non venisse riassorbito, l'incremento fin qui registrato provocherebbe, già dal prossimo anno, maggiori spese per interessi per circa 0,3 punti di Pil, oltre 5 miliardi", ha specificato ancora nella sua analisi.

"Il debito pubblico dell'Italia è sostenibile". Nel 2019 dovranno essere collocati titoli pubblici per quasi 400 mld e un clima di fiducia reciproca è indispensabile anche per portare a termine il processo di riforma della governance economica europea. "Se ne può discutere in sede europea" ma "le differenze di opinioni non devono però tradursi in un conflitto istituzionale". Tuttavia, deve essere chiara la determinazione a mantenerlo tale, ponendo il rapporto tra debito e prodotto su un sentiero credibile di riduzione duratura. Non sono colpi di fioretto quelli che vanno in scena alla Giornata mondiale del risparmio.

Un prolungato rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato ha effetti gravi su banche e famiglie.

Il Capo dello Stato chiarisce quindi che il risparmio "unito all'equilibrio dei bilanci pubblici - espressamente richiamato dalla Costituzione - è condizione essenziale dell'esercizio della effettiva sovranità del Paese".

"Il deficit previsto - ha detto ieri il ministro alla Giornata del Risparmio - non aumenterà rispetto al 2,4% anche in caso di un minor impatto della manovra", perché le ipotesi sono costruite sulla base di una crescita del pil, nel 2019, dello 0,9%, il valore tendenziale, e non sull'1,6% programmatico. Il governo italiano non vuole in alcun modo l'uscita dell'Italia dall'euro o dall'Unione europea. All'Angelicum, nel centro di Roma, si respira lo scampato pericolo della mancata bocciatura del rating da parte di S&P venerdì scorso, ma anche il timore dei molti banchieri presenti di fronte a uno spread più che raddoppiato dall'insediamento del governo Conte.

Ma tutti i problemi finiranno poi per ricadere su famiglie ed imprese. Nonostante questo un grande paradosso italiano è quello degli "skill shortages", ovvero i posti di lavoro che restano permanentemente scoperti per mancanza di manodopera dotata della qualificazione necessaria per occuparli.

Altre Notizie