Lunedi, 10 Dicembre, 2018

Batterio killer, altri due casi in Emilia-Romagna

Batterio in sala, salgono a 4 i casi accertati sulla via Emilia Batterio killer, altri due casi in Emilia-Romagna
Moreno Priola | 06 Dicembre, 2018, 13:51

La notizia delle indagini seguite alla morte di alcuni pazienti in Veneto a causa delle complicazioni derivanti dal batterio Mycobacterium chimaera che contaminerebbe le macchine cuore-polmone utilizzate nelle operazioni che riguardano il cuore, è una cronaca praticamente annunciata. Il caso è scoppiato a fine novembre, quando 16 persone hanno contratto l'infezione (di cui 14 in Veneto) e sei sono decedute, tra il Veneto e l'Emilia Romagna.

La Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) ha messo a punto un Piano Nazionale che ha in pole position proprio il tema delle infezioni nosocomiali (ospedaliere) e delle collegate resistenze batteriche.

"Sul piano delle infezioni nosocomiali siamo in ritardo" - spiega il Prof. "È associato all'utilizzo di una macchina per interventi in extracorporea, che durante l'intervento ha provocato un aerosol di particelle colonizzate dal germe e questo andava a contaminare il cavo dell'intervento". E' infatti raro che provochino un'infezione. Un lotto di queste strumentazioni avrebbe veicolato l'infezione.

La malattia è molto rara, interessa uno o due pazienti ogni mille operati con questa apparecchiatura. "Tuttavia" afferma il dott. Il test può essere fatto solo su pazienti sintomatici, ossia che stiano male da settimane o mesi con febbre, spossatezza, alterazioni importanti degli esami del sangue: in tal caso, si devono rivolgere a centri specializzati di malattie infettive. Se un soggetto sta bene, non esistono test per stabilire se il paziente ha contratto l'infezione.

Sono quattro le vittime del batterio killer Chimera registrate a Reggio Emilia, dopo aver subito un intervento cardiochirurgico al Salus Hospital fra il 2011 e il giugno 2015, ma potrebbero non essere le sole. Si tratta di 134 casi complessivi che sono passati al setaccio dalla Regione per rispondere a una precisa richiesta del ministero della Salute dopo le morti in Veneto (sei, su 18 casi di infezione) e in Emilia-Romagna e le inchieste aperte dalle Procure di Vicenza e Reggio Emilia. Sono stati anche avvisati i pazienti operati dal 2010 in poi, affinché se manifestino determinati disturbi si possano recare presso i reparti di malattie infettive. È poi necessario utilizzare con molta cautela quelli che stanno arrivando, che hanno delle proprietà non particolarmente straordinarie rispetto ai problemi da affrontare, ma restano comunque delle risorse da sfruttare. Come ha dichiarato anche l'assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi, in questo momento "è in corso un'analisi e una revisione di tutte le cartelle cliniche per dimensionare il problema in modo corretto".

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