Lunedi, 10 Dicembre, 2018

Lettera di Einstein su Dio venduta all'asta per 2,89 milioni Usd

Lettera di Einstein su Dio venduta all'asta per 2,89 milioni di dollari La lettera su Dio di Einstein va all asta
Evandro Fare | 06 Dicembre, 2018, 13:57

Contro ogni previsione, dunque, la lettera è stata venduta per 2,89 milioni di dollari, una cifra quasi doppia rispetto a quanto era atteso.

Non è la prima volta che il messaggio, riemerso nel 2008 dopo esser rimasto fino ad allora nelle mani della famiglia Gutkind, viene proposto all'asta: nel maggio di quell'anno a Londra un compratore rimasto anonimo batté il celebre ateo britannico Richard Dawkins pagando l'equivalente di 404 mila dollari per il documento. Ora il prezzo si è moltiplicato per sette, e non è un caso.

La "Lettera su Dio" di Albert Einstein è stata battuta da Christie's ben oltre la stima di partenza.

Nella missiva, scritta a mano dal fisico nel 1954 e indirizzata al filosofo Eric Gutkind, si legge la posizione sulla religione e la non credenza in Dio: "La parola di Dio - si legge - per me non è altro che l'espressione e il prodotto della debolezza umana", mentre la Bibbia è "una collezione di rispettabili e tuttavia primitive leggende". Provare a "incasellare" anche la religiosità di Einstein è stato uno degli sport più provati nel Novecento culturale, e ancora oggi in tanti lo "tirano per la giacchetta". "Per me, la religione ebraica è, come tutte le altre religioni, l'incarnazione di una superstizione primitiva", commenta Einstein. Per quanto riguarda la mia esperienza, non sono neanche migliori di altri gruppi umani, sebbene siano protetti dai peggiori cancri dalla mancanza di potere. La lettera è scritta in lingua tedesca, ma è stata tradotta sostanzialmente in diverse lingue e risale al periodo in cui Einstein aveva 74 anni, ovvero un anno prima della sua morte. Simile al sentimento religioso, della razionalità e intellegibilità del mondo. Brouwer (1881-1966). Sebbene Einstein fosse inequivocabile nella sua critica del lavoro di Gutkind, cercò di stabilire un terreno comune tra loro, notando che erano ancora d'accordo su "l'essenziale". Un Dio quindi non meno reale anche se non ha volto e non ha un nome, ma non per questo non meno determinante rispetto al destino dell'uomo, e non meno "appassionante", per stare ad un termine da lui usato.

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