Venerdì, 18 Gennaio, 2019

Cultura: vent'anni senza Faber. Genova ricorda Fabrizio De Andre'

Dori Ghezzi Dori Ghezzi
Calogero Calderone | 10 Gennaio, 2019, 12:40

Il testo è dichiaratamente ispirato al "Gabbiere" di Alvaro Mutis e lo stesso De André sentì il bisogno di fornirne un'interpretazione: "E' una specie di riassunto dell'album stesso: è una preghiera, una sorta di invocazione. un'invocazione ad un'entità parentale, come se fosse una mamma, un papà molto più grandi, molto più potenti".

Tutti i protagonisti della scena culturale del territorio, dalla Fondazione Di Vagno alle cooperative, dalle associazioni alle scuole, su iniziativa dell'Area Politiche Culturali del Comune di Conversano, hanno messo a punto una rassegna che fa delle parole del poeta del '900 una bussola per orientarsi nella sua/nostra prospettiva umana e sociale.

Da allora, Fabrizio De André non ha smesso di essere ascoltato, letto, amato, e con la sua musica, popolare e colta al tempo stesso, e la sua poetica, che lo ha immortalato nella memoria collettiva come "il cantautore degli emarginati" e il "poeta degli sconfitti", continua ad ispirare intere generazioni, tra anarchia e pacifismo, satira del potere e critica all'ipocrisia, e sopra ogni cosa un senso quasi sacro per l'umanità dei vinti e degli indesiderabili - emarginati, ribelli e prostitute - riscattati di fronte alla cattiva coscienza dei loro accusatori. Ma attenzione, "questo e' un giorno per vivere Fabrizio, non e' una commemorazione", spiega Bizzarri. E nel descriversi riesce a raccontare un Fabrizio De André a tratti inedito, dai comportamenti spesso inattesi, che a volte stupiscono e ci fanno sorridere e che ci danno l'ennesima conferma della sua grandezza artistica. Presente un inedito assoluto quale una preziosa locandina originale dell'incontro con Fabrizio De André organizzato nell'ambito della Pasqua dei Giovani ad Intra, presso il Cinema Impero, domenica 13 Aprile 1970. Sarà un pomeriggio di ricordi, emozioni, musica, parole e anche qualche improvvisazione. "Non sono un cantante 'bene', non sono un intellettuale. Sono solo uno che scrive canzoni guardandosi intorno", diceva il grande cantautore genovese. Faber racconta la vita tramite La ballata dell'amore cieco, Amore che vieni amore che vai, Il testamento di Tito e ancora attraverso i suoi successi La ballata del Michè, Un matto, Un giudice o Un blasfemo passando per Verranno a chiederti del nostro amore o Creuza de mä. I giornali? Io non vendo sogni. L'11 gennaio, alle ore 20.30, Sasà Calabrese [chitarra, voce] Daniele Moraca [Chitarra, voce, armonica] Roberto Risorto [pianoforte] Danilo Chiarella [basso elettrico] Checco Pallone [percussioni, tamburi a cornice], con i due ospiti speciali Massimo Garritano [Bouzouki, Lap Steel] e Gaspare Tancredi [Chitarra, voce], riproporranno sia brani della produzione più recenti, che classici più conosciuti al grande pubblico, rifacendosi dal punto di vista degli arrangiamenti ai concerti con la PFM e all'ultima tournée del 1998.

Altre Notizie