Mercoledì, 19 Giugno, 2019

Olanda, Ue apre indagine per sospetti "vantaggi fiscali illeciti" concessi a Nike

Nike sotto indagine Ue in Olanda Olanda, Ue apre indagine per sospetti "vantaggi fiscali illeciti" concessi a Nike
Quartilla Lauricella | 11 Gennaio, 2019, 23:08

A sintetizzare il pensiero della Commissione è stata in una nota la battagliera commissaria alla Concorrenza, Margrethe Vestager: "Gli Stati membri non dovrebbe consentire alle aziende di mettere in atto schemi complessi per ridurre indebitamente il loro reddito imponibile, il che conferisce loro un vantaggio ingiustificato rispetto ai loro concorrenti". L'indagine formale della Commissione europea riguarda il trattamento fiscale concesso dall'Olanda a due societa' del gruppo Nike con sede in quel Paese: si tratta della Nike European Operations Netherlands BV e della Converse Netherlands BV, societa' che sviluppano, promuovono e registrano vendite di prodotti Nike e Converse in Europa, Medio Oriente e Africa.

Tra il 2006 e il 2015, le autorita' fiscali olandesi hanno emesso cinque 'ruling' fiscali, due dei quali sono ancora in vigore, adottando un metodo per calcolare il compenso che deve essere pagato da Nike European Operations Netherlands e Converse Netherlands per l'uso della proprieta' intellettuale. In questa fase la Commissione è preoccupata che "l'ammontare dei diritti riconosciuti dai "ruling" potrebbe non riflettere la realtà economica". Al contrario, sostiene Bruxelles, "i beneficiari delle royalties sono entità del gruppo Nike che non hanno dipendenti né attività economiche".

L'indagine della Commissione esaminerà se i ruling fiscali sotto la lente siano stati in grado di ridurre indebitamente la base imponibile di Nike European Operations Netherlands Bv e Converse Netherlands Bv in Olanda dal 2006. Ma nel caso di Apple in Irlanda, Starbucks in Olanda, e Fiat, Amazon e McDonald in Lussemburgo, tali intese hanno invece portato le aziende a pagare meno tasse, godendo quindi di un aiuto di Stato illegale che la Commissione Ue ha poi chiesto ai Governi di recuperare. L'apertura di un'indagine approfondita e' un'opportunita' per l'Olanda e per le terze parti interessate di fornire commenti sulla questione e non pregiudica l'esito dell'indagine.

La commissaria ha allo stesso tempo precisato di accogliere con favore "le azioni intraprese dall'Olanda per riformare le loro norme sulla tassazione delle società e per aiutare ad assicurare che le società operino in condizioni di parità nell'Unione europea". Dalle carte trafugate da un ignoto whistleblower all'interno della società di consulenza Appleby, specializzata nella creazione di società nei paradisi fiscali, era emerso che Nike aveva installato la sua sede europea a Hilversum nel 1999 e che da allora quasi tutte le vendite non statunitensi passano attraverso i Paesi Bassi. In cambio di queste licenze versano royalty "deducibili dalle due entità del Gruppo Nike, che sono attualmente entità olandesi 'fiscalmente trasparenti' (cioè non tassabili nei Paesi Bassi)". La multinazionale americana avrebbe risparmiato 2,2 miliardi di euro dal 2006 al 2016.

Altre Notizie