Domenica, 16 Giugno, 2019

Siria, Turchia: "Se Usa non si ritira, siamo pronti ad attaccare"

I sistemi d’arma antiaereo S-400 Triumf Sputnik. Ministry of Defence of the Russian Federation Turchia intende usare gli S-400 russi indipendentemente dai sistemi NATO
Evandro Fare | 10 Gennaio, 2019, 18:42

E' il primo passo del piano di pace per la Siria proposto dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, in un intervento sul New York Times.

Dalla Turchia, l'inviato di Donald Trump sperava di tornare con la rassicurazione che le milizie curde dell'Ypg nel nord della Siria non verranno attaccate dopo il ritiro delle truppe americane. Il presidente turco si riferiva a commenti in merito del consigliere per la Sicurezza Nazionale americano John Bolton, oggi in visita ad Ankara per colloqui proprio sul futuro della Siria.

Il tour in Medio Oriente del consigliere per la Sicurezza Nazionale John Bolton finisce così senza sciogliere il nodo più complesso. Ed è soprattutto a livello militare che le consultazioni proseguono intense tra i due maggiori eserciti della Nato. "Se ci sono altri terroristi che cercano di ostacolare i nostri sforzi, certamente ci occuperemo anche di loro", ha avvisato, tornando a minacciare un'offensiva oltre confine e ribadendo che il suo esercito è pronto ad agire in qualsiasi momento. Ankara considera terroristi sia lo Stato Islamico che i rappresentanti del Partito dell'Unione Democratica (PYD) e le sue Unità di Protezione Popolare (YPG), che controllano il territorio nel nord della Siria e sono sostenute da Washington. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri turco Mevlüt Cavusoglu. Bolton avrebbe detto di "no" a questa richiesta. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità.

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