Domenica, 24 Marzo, 2019

Trivellazioni Ionio, Di Maio autorizza. Costa: "Non firmerò mai"

Costa: Tap, il governo dice no alle trivelle. Costa: "Non firmerò mai autorizzazioni"
Quartilla Lauricella | 07 Gennaio, 2019, 20:43

"I permessi rilasciati in questi giorni dal Mise" riguardo alle trivelle "sono purtroppo il compimento amministrativo obbligato di un sì dato dal ministero dell'Ambiente del precedente governo - ha chiarito il ministro -, cioè di quella cosiddetta sinistra 'amica dell'ambiente'". Ne dà notizia Angelo Bonelli dei Verdi, già candidato sindaco e consigliere comunale di Taranto.

"La ricerca autorizza l'uso dell'air gun, le bombe d'aria e sonore, che provocano danni ai fondali e alla fauna ittica: è il regalo di Luigi Di Maio alla Puglia e alla Basilicata dopo Ilva e le autorizzazioni alla Shell rilasciate dal ministero dell'ambiente", ha precisato Bonelli. "Le autorizzazioni concesse dal ministero dello Sviluppo economico - sono la conseguenza obbligata per legge dell'ennesima scelta assurda ereditata dal passato governo". "Impugneremo le nuove autorizzazioni" dichiara il governatore pugliese Michele Emiliano, parlando di "bieca ipocrisia di chi, dopo aver finto di lottare al nostro fianco, assume le medesime condotte dei governi precedenti che si volevano contrastare con la richiesta di referendum anti-trivelle". Chiamato in causa dallo stesso Boneli, il ministro Costa è intervenuto oggi con un lungo post su Facebook per chiarire di non aver "mai firmato autorizzazioni a trivellare" e di non aver intenzione di farlo. "Da parte mia e anche per il ruolo che svolgo in seno alla Giunta della Regione Puglia, confermo la totale determinatezza a non abbassare la guardia a difesa del nostro mare e delle nostre coste, con la determinazione di dar vita ad un confronto serio in materia di tutela dell'ambiente e di rispetto della volontà popolare così come più volte espressa dai territori". Avrebbero potuto nel programma di governo e quindi nella legge finanziaria bloccare tutte le ricerche petrolifere in Italia, come avevamo sempre detto di voler fare. Siamo e resteremo contro le trivelle.

Il primo a rispondere alle accuse degli ambientalisti è stato il ministro dell'Ambiente Costa, seguito poi da Di Maio e dal suo sottosegretario Davide Crippa, tutti e tre del Movimento 5 Stelle. "Non sono diventato ministro dell'Ambiente per riportare l'Italia al Medioevo economico e ambientale", ha aggiunto Costa.

Per quanto attiene i tre permessi di ricerca della società Global Med che interessano lo Ionio, il Ministero dell'ambiente ha ottenuto la valutazione di impatto ambientale favorevole nel 2017. E lavoreremo insieme per inserire nel dl Semplificazioni una norma per bloccare i 40 permessi pendenti come ha proposto il Mise.

"Noi siamo il governo del cambiamento e siamo uniti nei nostri obiettivi".

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