Среда, 24 Июля, 2019

VATICANO Papa: Dio risponde sempre alla nostra preghiera

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Evandro Fare | 11 Января, 2019, 20:22

Di seguito, dei suggerimenti di preghiera per agevolarci, nel lasciare che sia il Signore, in nostro unico e solo Dio, a confortarci, nei momenti di totale "calo spirituale". Magari ci toccherà insistere per tutta la vita, ma Lui risponderà. Pregare è fin da ora la vittoria sulla solitudine e sulla disperazione. Lo ha detto il Papa nell'udienza generale nella quale ha proseguito le catechesi sulla preghiera del Padre Nostro. San Francesco di Sales ha affermato dal canto suo che "non è altro che un'attezione amorevole, semplice e permanente dello spirito alle cose divine". Questo - ha osservato - consola, sapere che Gesù rega per noi, prega per me, perché la nostra fede non venga meno. E anche possiamo dire a Gesù: "Tu stai pregando per me, continua a pregare che ne ho bisogno".

"Perfino la morte del Messia è immersa in un clima di preghiera, tanto che le ore della passione appaiono segnate da una calma sorprendente: Gesù consola le donne, prega per i suoi crocifissori, promette il paradiso al buon ladrone, spira dicendo: "Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito" (Lc 23,46). La preghiera di Gesù pare attutire le emozioni più violente, i desideri di vendetta e di rivalsa, riconcilia l'uomo con la sua nemica più acerrima: la morte".

Sempre nel Vangelo di Luca si trova la richiesta, espressa da uno dei discepoli, di poter essere educati da Gesù stesso alla preghiera. Soltanto la fede ci darà la forza di non chiacchierare, di pregare per tutti, anche per i nemici e di non lasciar crescere i sentimenti di gelosia e di invidia", ha assicurato il Papa: "Il Signore, con questo brano della Prima Lettera di San Giovanni Apostolo ci chiede concretezza nell'amore. "La prima parte di questo insegnamento è proprio il Padre Nostro", ha richiamato il Santo Padre.

"Ma in questo insegnamento che Gesù dà ai suoi discepoli è interessante soffermarsi su alcune istruzioni che fanno da corona al testo della preghiera". Per esempio, c'è la parabola dell'amico importuno, che va a disturbare un'intera famiglia che dorme perché all'improvviso è arrivata una persona da un viaggio e non ha pani da offrirgli.

"Con questo vuole insegnarci a pregare e a insistere nella preghiera - aggiunge il Santo Padre -. Perché Lui è Padre, e non dimentica i suoi figli che soffrono". Quante volte abbiamo chiesto e non ottenuto, bussato e trovato una porta chiusa? Il Pontefice si è soffermato sull'importanza della preghiera e in particolare del Padre Nostro perché "Possiamo essere certi che Dio risponderà". Se non cambiano le cose attorno a noi, almeno cambiamo noi, cambia il nostro cuore. Lo ha garantito il Papa, che nella catechesi dell'udienza di oggi ha ricordato che "Gesù ha promesso il dono dello Spirito Santo ad ogni uomo e ogni donna che prega". Non lasciarli crescere. E poi, il segnale più quotidiano che io non amo il prossimo e pertanto non posso dire che amo Dio, è il chiacchiericcio. "C'è un Padre che aspetta tutto e aspetta tutti con le braccia spalancate".

Ci sono preghiere anche per le angosce quotidiane, per lo stress di cui siamo tutti affetti, al giorno d'oggi. Dice Gesù: "Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui?". In esso sono contenuti i tre inni che scandiscono ogni giorno la preghiera della Chiesa: "il Benedictus, il Magnificat e il Nunc dimittis". Pregare, ha sottolineato in conclusione, "è fin da ora la vittoria sulla solitudine e sulla disperazione". Pregare. La preghiera cambia la realtà, non dimentichiamolo. Occorre, ha raccomandato infine, "fissare sempre nel cuore la data del battesimo". È come vedere ogni frammento del creato che brulica nel torpore di una storia di cui a volte non afferriamo il perché. Quando cerchiamo di addentrarci un po' di più nelle forme e nei metodi per pregare, sembra comune trovare la contemplazione come apice di quella vita, ma cos'è la contemplazione?

Da tutto ciò può derivare la sensazione che la contemplazione sia qualcosa di molto elevato, per persone scelte per rivelazioni mistiche, ma non per il cristiano "comune".

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