Lunedi, 25 Marzo, 2019

Brexit caos, bocciato anche il no-deal. May: "Serve un nuovo accordo"

Brexit Regno Unito verso il rinvio escluso il no deal Brexit, May sconfitta di nuovo: respinto l'accordo con la Ue. «Domani il voto per il...
Quartilla Lauricella | 14 Marzo, 2019, 15:23

Il secondo voto di ratifica è andato giusto un po' meno peggio rispetto alla sconfitta fragorosa di gennaio, ma la sostanza non cambia: senza voti (e oggi anche senza voce), la premier Tory incassa un'ulteriore umiliazione destinata ad allargare la voragine dell'incertezza sui tempi, i termini e forse lo stesso epilogo del divorzio di Londra da Bruxelles, oltre che a mettere in discussione la tenuta della sua poltrona e quella di una legislatura dinanzi alla quale non è escluso possa tornare a spalancarsi la porta di elezioni anticipate alla cieca. Poi il Parlamento ha votato l'intera mozione emendata, e dopo una riunione caotica e improvvisata May ha dato indicazione di votare contro la sua stessa mozione, per evitare che l'opzione del "no deal" venisse effettivamente esclusa dalla discussione su Brexit. La Premier britannica ha subito una seconda umiliante sconfitta nel voto parlamentare di Martedì 12 Marzo: respinto al mittente il suo accordo negoziato con l'Unione Europea. I voti contrari all'uscita senza intesa sono stati 321, quelli favorevoli 278. Il Financial Times ha parlato di "un'altra umiliazione a Westminster" (la sede del Parlamento), il conservatore Daily Telegraph si è concentrato sulla ribellione di quattro ministri del governo, il tabloid Daily Mail ha titolato "regna il caos", mentre il Times ha parlato di "tracollo". Altrimenti ha evocato un rinvio a più lungo termine con l'inevitabile partecipazione britannica alle elezioni europee di maggio. Né i laburisti né parte dei conservatori vogliono lo scenario senza accordo. In quella che è stata descritta da BBC come "una serata piena di tensione e colpi di scena", il governo May è stato battuto più volte sulla sua proposta relativa al "no deal", cioè l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea senza accordo, scenario considerato potenzialmente catastrofico. Ci sono solo due modi per lasciare l'UE: con o senza un accordo.

Senza accordo e senza non accordo quali vie restano? Questa approvazione apre la strada a un nuovo voto sulla possibilità di un rinvio della data del divorzio, attualmente in programma per il 29 marzo.

La Camera dei Comuni ha bocciato la mozione presentata da Tory pro-Remain e pro-Leave (emendamento conosciuto anche come Malthouse compromise) che chiedeva il rinvio della Brexit al 22 maggio per avere tempo di uscire senza accordo. In aula la premier ha martellato come nulla fosse - fra un'interruzione dai banchi, un bicchier d'acqua e una caramella per la gola - sul suo accordo come "il miglior compromesso" disponibile. Maria Demertzis, vicedirettrice del think tank Bruegel, spiega al Foglio che "il Regno Unito potrebbe essere processato per avere violato il mercato unico europeo: l'Irlanda del nord fa parte del Regno Unito, non può avere un regime tariffario diverso".

Il tema della Brexit, discusso in queste ore dal Parlamento britannico, è stato l'argomento principale dell'incontro di oggi. All'inquilina di Downing Street, non è bastato il balsamo dei tre documenti allegati agli accordi di novembre concessi in extremis negli ultimi colloqui di Strasburgo dal presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, a nome dei vertici Ue.

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