Giovedi, 20 Giugno, 2019

Alexa ti ascolta... insieme a migliaia di dipendenti di Amazon

Amazon ascolta i comandi dati ad Alexa per migliorare il servizio Amazon ascolta i comandi ad Alexa per migliorare il servizio
Bortolo Musarra | 14 Aprile, 2019, 15:45

Gli assistenti vocali sono un pericolo per la privacy?

Queste persone sono un mix di impiegati a tempo pieno e a contratto che lavorano per nove ore al giorno, trascrivendo in media 1.000 clip audio durante un tipico turno che includono audio domestico di ogni tipo, quindi anche grida, rumori imbarazzanti, liti ecc.

Siete tra gli entusiasti che hanno adottato gli smart speaker sin dall'inizio o fate parte dell'altra nutrita schiera che nutre diffidenza nei confronti di queste tecnologie, ritenute invadenti rispetto alla privacy? Mentre il modello precedente assomigliava ad una vecchia TV, il nuovo Echo Show ha un aspetto decisamente più moderno ed è stato rivestito dal classico tessuto in arenaria che abbiamo potuto già "palpare" su altri dispositivi Amazon, come l'Echo Plus, che si adatta molto bene a diversi ambienti della casa, compresa la cucina.

Cosa fare se hai un Echo C'è da dire che, secondo quanto emerso, le registrazioni inviate ai revisori di Alexa non contengono le generalità e l'indirizzo completi dell'utente, ma sono associate a un numero di account, oltre al nome utente e al numero di serie del dispositivo. Uno dei dipendenti che ha parlato con Bloomberg cita "Taylor Swift" come una delle richieste più incontrate. Bloomberg rivela che il personale del team di Amazon Echo ascolterebbe le registrazioni vocali effettuate nelle case e negli uffici dei proprietari degli altoparlanti intelligenti. Dunque delle persone fisiche e non solo sistemi automatici, avrebbero accesso a quanto proferito anche in alcuni momenti di intimità, magari solo per scherzo e sembrerebbe che più di qualche dipendente abbia pure condiviso i suddetti contenuti per farsi quattro risate con gli amici. Amazon scrive sul sito ufficiale che utilizza le richieste degli utenti per effettuare il training dei sistemi di riconoscimento vocale e migliorare i sistemi di rilevamento del linguaggio naturale. Anche se Alexa "vive nel cloud", come le si può chiedere, dietro ai suoi aggiornamenti e metodi di apprendimenti ci sono degli algoritmi controllati da persone in carne, ossa e orecchie. Certo Amazon afferma che gli operatori alle sue dipendenze non possono risalire in alcun modo ai veri protagonisti delle conversazioni ma resta alquanto scioccante che le parole pronunciate siano oggetto di analisi da parte di persone reali. Sarebbero almeno sette le fonti vicine ad Amazon che avrebbero riportato a Bloomberg i dettagli sulle registrazioni. Alcuni dipendenti ad esempio hanno raccontato a Bloomberg di aver assistito a conversazioni private e a potenziali crimini, ma che per policy sono comunque tenuti a non interferire mai.

"Amazon prende sul serio privacy e sicurezza delle informazioni personali dei clienti". "Annotiamo solo un campione estremamente ridotto di registrazioni vocali di Alexa per migliorare l'esperienza del cliente", avrebbe spiegato. Senza contare che anche Google e Apple hanno programmi di ascolto simili per i rispettivi assistenti vocali. Un portavoce Amazon ha dichiarato che ‎"abbiamo rigorose garanzie tecniche e operative e una politica di tolleranza zero per l'abuso dei nostri sistemi". I dipendenti non hanno accesso diretto alle informazioni che permettono di identificare la persona o l'account le cui interazioni sono coinvolte in questa attività.

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