Lunedi, 20 Mag, 2019

Estromesso l'editore di Casapound dal Salone del Libro

Salone del Libro la decisione su Altaforte Salone del Libro la decisione su Altaforte
Calogero Calderone | 14 Mag, 2019, 18:09

"È stato un attacco a Matteo Salvini e a me, siamo stati censurati", risponde Francesco Polacchi, editore della casa editrice di destra e vicina a Casa Pound Altaforte che è stata esclusa ieri sera dalla fiera libraria.

Il libro intervista a Salvini, 'Io sono Matteo Salvini intervista allo specchio', non lo ha scritto Salvini ma Chiara Giannini ed è quest'ultima che ha deciso chi lo dovesse pubblicare.

Parlando invece di Halina Birembaum, la sopravvissuta ai lager responsabile di avere imposto l'aut aut sulla sua partecipazione al Salone, che di fatto ha determinato l'esclusione di Altaforte, l'autrice ha le idee molto chiare: "Massimo rispetto per gli scampati ai campi di concentramento, è un capitolo della storia vergognoso e che mi addolora moltissimo". "Abbiamo già provveduto a diffidare il Salone del Libro - spiega l'autrice - e intenteremo causa civile per chiedere un risarcimento dei danni". "Si chiede il sereno svolgimento di una manifestazione seguita da molte decine di migliaia di persone". "Loro hanno subito una restrizione della loro libertà, la stessa che sto subendo io". "Regione e Comune non c'entrano, il contratto stipulato era con Salone del libro Srl".

Presenti alla conferenza di apertura anche il Ministro della Cultura Alberto Bonisoli, che ha indicato il Salone come punto di riferimento per l'industria editoriale italiana, il presidente dell'Associazione Torino città del libro Silvio Viale, il quale ha detto che "la superficialità non trova spazio al Salone" e, ovviamente, il direttore della manifestazione Nicola Lagioia. Dopo la partecipazione alla Buchmesse di Francoforte la Regione Lazio è, per la quarta volta, al Salone Internazionale del Libro di Torino.

Giannini, che ha precisato che Casapound non è un partito illegale, ha inoltre annunciato di essere passata alle vie legali, perché a suo dire è stata danneggiata dalla vicenda che ha portato all'esclusione di Altaforte dal Salone del Libro di Torino.

"Farò un salto anche al Salone del Libro che mi ha censurato, perché quando si ha paura della penna significa ch è diventata più pungente di una spada e che, allora, quella penna è libera di continuare a scrivere". "Ho ritrovato un pubblico straordinario - ha detto l'autore - a riprova di un Salone davvero unico, e mi fa piacere che in linea di massima la gente non mi abbia chiesto commenti sulle polemiche in corso, ma del mio libro e dei libri in generale".

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