Domenica, 05 Luglio, 2020

La Cina annuncia dazi doganali di ritorsione contro le merci statunitensi

Evandro Fare | 14 Mag, 2019, 08:35

Queste ultime sono considerate "in contrasto col consenso delle parti di risolvere le divergenze commerciali attraverso consultazioni, ledendo gli interessi di entrambe le parti e non soddisfacendo l'aspettativa generale della comunità internazionale". "L'unico problema - scrive ancora Trump - è che sanno che vincerò (i migliori numeri su economia e occupazione nella storia degli Stati Uniti, e molto altro), e l'accordo sarà molto peggio per loro se sarà negoziato nel mio secondo mandato". A difesa del sistema commerciale multilaterale e dei suoi diritti e interessi legittimi, "la Cina deve adeguare le tariffe su alcuni beni importati dagli Stati Uniti".

In particolare per 2493 articoli il dazio doganale sarà pari al 25% del valore, del 20% per 1078 articoli, del 10% per 974 articoli e per i restanti 595 articoli l'aliquota doganale sarà del 5%. L'adeguamento alle misure tariffarie è stato descritto come "una risposta all'unilateralismo e al protezionismo" degli Usa. La Cina ha aggiunto di sperare che la parte americana torni alle consultazioni, "allo scopo di raggiungere un accordo reciprocamente vantaggioso sulla base del rispetto". Noi, più i lettori, questa settimana offriremo alcuni dati, più precisi e circostanziati di alcuni che si leggono sui media, in merito alla prossima guerra delle tariffe, oltre che alcuni spunti di analisi geopolitica, spunti che vi saranno utili per interpretare fatti e notizie dei prossimi giorni, a cominciare dallo scambio di minacce che vi riportiamo qui sotto nell'immagine di oggi.

Nella serata americana (prima mattina in Italia), Trump aveva anche difeso la sua decisione di imporre nuovi dazi: "Abbiamo tenuto esattamente la posizione che dovevamo avere". E le conseguenze in Borsa si fanno sentire: Boeing apre a -3,23%, mentre la Apple crolla del 4,75%.

Gli agricoltori temono di perdere le esportazioni dei propri prodotti verso un mercato importante come quello cinese, ma il presidente americano si lancia con una promessa: "Noi spenderemo i soldi (la stessa quantità o di più) che la Cina non può spendere con i nostri grandi agricoltori patrioti, che è una piccola percentuale del totale incassato con i dazi, e distribuiremo il cibo alle popolazioni che muoiono di fame in tutto il mondo".

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