Среда, 24 Июля, 2019

Salvini: l'Italia è il più credibile interlocutore degli Usa in Ue

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Evandro Fare | 18 Июня, 2019, 03:37

Il leader della Lega, a Washington per gli incontri con il vicepresidente americano Mike Pence e col segretario di Stato Usa Mike Pompeo, cerca l'appoggio degli Stati Uniti: "Il nostro Paese vuole tornare a essere nel continente europeo il primo partner della più grande democrazia occidentale".

"Sono qui per aprire un canale che può essere enorme, e di grandissimo interesse per entrambi", è il messaggio che il vicepremier italiano consegna nelle mani prima del segretario di stato Mike Pompeo, poi del vicepresidente Mike Pence. Mentre altri paesi europei hanno scelto altre vie, noi ci siamo.

"Condivido le preoccupazioni dell'amministrazione americana sia nei confronti della Cina che nei confronti dell'Iran", ha detto Salvini. Nel confronto anche il tema del 5g ("Lavoriamo per verificare le problematiche e gli eventuali rischi concreti che ci possono imporre una riflessione") e quello degli F35 ("Non si rimangiamo gli accordi").

Il premier Giuseppe Conte dall'Italia risponde ancora una volta al suo vice in maniera netta: "Non c'è nessuna discrepanza nella nostra politica estera, che e' chiara e lineare" anche nei rapporti con la Cina. È quanto emerge dalle parole del vicepremier Matteo Salvini, che durante la sua visita a Washington ha ribadito le posizioni dell'esecutivo sui temi chiave di queste settimane. "Per questo ci apprestiamo a trattare con l'Unione europea da pari a pari senza timori reverenziali". E nell'auspicare una "manovra trumpiana" per arrivare all'obiettivo fortemente voluto del taglio delle tasse, dall'altra sponda dell'Oceano manda a dire a Bruxelles che il governo italiano "non si accontenterà più delle briciole", "l'Italia non è la Grecia, che l'Europa ha ammazzato, il taglio delle tasse si farà". E ha aggiunto: "Dobbiamo affrontare questo passaggio con assoluta unione e unità di intenti", sottolineando di voler "scongiurare la procedura di infrazione" e dare un "messaggio politico" all'Ue. Resta il tentativo di chiedere più tempo per il negoziato e regole meno rigide per il futuro, facendo emergere "l'apporto critico" che Roma intende portare avanti, e "il primato della finanza non offre delle chance di crescita all'Europa". "Se a Bruxelles va bene, sono contento. Sicuramente anche da parte della Francia c'e' anche molta sensibilità alle istanze di stabilità sociale e non solo stabilità finanziaria".

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