Среда, 24 Июля, 2019

Caso Emanuela Orlandi: aperte le tombe di due principesse

Emanuela Orlandi aperte le due tombe al cimitero Teutonico Orlandi, con esame ossa prima datazione
Evandro Fare | 11 Июля, 2019, 13:21

La verifica sui resti per escludere che appartengano alla ragazza figlia di un commesso della Prefettura della casa pontificia scomparsa nel 1983 all'eta di 15 anni, riguardano la Tomba dell'Angelo della Principessa Sophie von Hohenlohe e quella attigua della Principessa Carlotta Federica di Mecklemburgo.

Personale qualificato del Centro operativo di sicurezza della Gendarmeria Vaticana fornirà all'autorità giudiziaria il necessario supporto, mentre il prelevamento dei campioni (necessari per un esame del Dna) e le analisi dei reperti, sarà effettuato da Giovanni Arcudi (allapresenza, ovviamente, del legale e del perito della famiglia Orlandi).

Presenti all'apertura delle tombe il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi, il suo legale Laura Sgrò e un perito, i familiari delle due donne i cui nomi sono riportati sulle lapidi. "Presenti il Promotore di Giustizia del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, Gian Piero Milano, e il suo aggiunto Alessandro Diddi, e il Comandante del Corpo della Gendarmeria Vaticana, Domenico Giani". "Questa volontà di indagare è mancata per anni e sono felice che ora invece si voglia approfondire". "Se sarà così, come possiamo presumere, io andrò ad applicare i protocolli internazionali che si utilizzano per l'identificazione di resti scheletrici per la loro classificazione e per la loro datazione e per tutte le altre diagnosi che si possono fare in antropologia forense, per stabilire età, sesso, statura e quant'altro", spiega ancora il professore. "Dalla possibilità di dire subito se si tratta di uno scheletro intero o meno, e così via", afferma Arcudi. I tempi di attuazione standard possono essere tre, quattro, cinque ore trattandosi di due tombe.

Forse questo gesto, l'apertura di queste due tombe antiche, servirà per fare luce una vicenda che ormai, nonostante le ricerche e gli appelli, resta avvolta nel mistero e nell'oscurità da oltre un decennio. Molto dipende dalle condizioni ambientali, dal microclima in cui si trovano, dall'umidità, dalla presenza di infiltrazioni, da possibili azioni di microfauna.

"L'esame del Dna verrà fatto per raggiungere delle certezze e per escludere in maniera definitiva e categorica che nelle due tombe ci sia qualche reperto attribuibile alla povera Emanuela".

"Vorrei veramente ringraziare il Segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, sicuramente da parte sua c'è stato tanto coraggio nell'apertura di questa indagine e nella decisione di aprire le tombe - aveva detto il fratello di Emanuela Orlandi, Pietro, appena appresa la notizia della decisione del Vaticano -".

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