Среда, 24 Июля, 2019

Marco Melandri si ritira: "In tutte le favole deve esserci una fine"

Superbike, Melandri dice basta: Marco Melandri si ritira
Iona Trifiletti | 11 Июля, 2019, 18:57

Marco Melandri - Photo Credit: Marco Melandri Facebook account " Tra le moto che ho apprezzato di più la 5 cilindri mi ha permesso di lasciare un segno indelebile come quella bella derapata in MotoGP a Phillip Island 2006.

"Ogni favola ha una fine" ha detto Melandri.

Marco Melandri spiega i motivi del suo ritiro: "Dopo la Thailandia ho capito che era arrivato il motivo di dire basta". Da quando è tornato a cimentarsi in Superbike (2017), prima in sella alla Ducati e ora sulla R1, il ravennate ha raccolto ben poche soddisfazioni e sicuramente i risultati sono stati inferiori alle attese. "Le ultime stagioni sono state molto complicati e questo alla fine mi ha consumato". Per lui è stata una scelta pensata e difficile da mandare giù, ma il campione di Ravenna è giunto alla conclusione che tutte le favole hanno una fine e lui fin da piccolo sognava di diventare un pilota e la sua è stata una favola. A Misano mi facevo domande durante la gara e quando succede vuol dire che qualcosa non funziona. C'è gente che lavora una vita per andare in pensione e godersela, io ci arrivo in anticipo per cui mi considero privilegiato.

Insomma, dopo aver corso ad alto livello prima nel Motomondiale, dove ha conquistato il Titolo della classe 250 con l'Aprilia e ha militato nella classe regina diventando vice-Campione nel 2005 con la Honda, e poi in Superbike, Marco Melandri è intenzionato a vivere il motociclismo in un'ottica completamente nuova.

La notizia del suo ritiro non mi ha stupito per niente. Un'ipotesi sarebbe quella di "correre in un Campionato di contorno, con meno stress", ma anche "fare il collaudatore e aiutare una squadra a risolvere i loro problemi". Mi attira la MotoE. Ma la vita va così. Lo devo anche alla Yamaha che mi ha sostenuto sempre. Voglio chiudere questo articolo con un pensiero che condivido, ed è quello di Alberto Vergani, che da oltre venti anni segue Melandri nel mondo delle corse, e che è quindi una delle persone che lo conosce meglio: "Marco è troppo sensibile ed intelligente e questo lo porta a ragionare molto, facendogli a volte ingigantire le proprie sensazioni".

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