Mercoledì, 21 Agosto, 2019

Argentina: Macri sconfitto alle primarie presidenziali, mercati in allerta

Borsa a Milano indici piatti dopo il giudizio di Fitch in tempo reale. Spread sotto 240 Argentina, Macri perde le primarie
Quartilla Lauricella | 13 Agosto, 2019, 15:10

Attualmente, la prima conseguenza diretta delle primarie è che solo quattro candidati presidenziali, raggiunto almeno l'1,5% dei voti, potranno concorrere alle prossime presidenziali. Il cambio peso contro dollaro è fermo a quota 56, in calo del 27% rispetto alla chiusura della scorsa settimana. L'indice ha poi chiuso in calo del 37,93%.

Nonostante tutto, il debito pubblico, attorno all'80% del Pil, non è a livelli allarmanti e i titoli di debito in valuta straniera prevedono scadenze lontane, nel 2033 e 2038.

L'attuale presidente, Mauricio Macri, ha ottenuto il 32,33 percento dei voti, secondo il conteggio provvisorio con l'86 percento dei voti scrutinati. La Banca Centrale, nel tentativo di fermare la fuga di capitali, ha alzato ulteriormente il tasso di riferimento, portandolo alla cifra record del 74 per cento.

"In tanti porteranno via i loro soldi dal Paese - ha spiegato Macrì, insieme al proprio collega di ticket Miguel Angel Pichetto - e questo lo vado dicendo da tre anni. Il kirchnerismo ha già governato, e sappiamo cosa ha fatto". Anche i risultati di Macri non sono stati egregi: il paese è in crisi economica, Buenos Aires ha dovuto chiedere aiuto al Fmi e il governo ha messo in atto misure di austerity che hanno pesato sulla sua popolarità. A mente fredda si deve comunque ammettere che, pur con la giustificazione di uno scenario economico internazionale sfavorevole, Macri non poteva ottenere molto di più di quanto raccolto, sollecitando il voto degli elettori con un livello di povertà al 35%, una inflazione che viaggia oltre il 50% e tassi di interesse superiori al 60% che hanno inaridito l'occupazione e la produzione industriale. Da parte sua, il presidente Jair Bolsonaro ha detto che "non bisogna dimenticare quello che è successo più a Sud, in Argentina, con le elezioni di ieri", sottolineando che "la gente di Cristina Kichner, che è la stessa di Dilma Rousseff, di Maduro, di Chavez e di Fidel Castro, sta dando segnali di vita" e auspicando che "i fratelli argentini non si vedano obbligati a fuggire dalle nostre parti", se Alberto Fernandez, il candidato seguace della Kirchner, vincesse le elezioni ad ottobre. Le elezioni primarie in Argentina non hanno niente a che vedere con le primarie che si celebrano in molti paesi per definire la leadership all'interno di un partito.

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