Mercoledì, 21 Agosto, 2019

Calenda: "Il Pd è finito"

Immagine di copertina Matteo Renzi ex premier ed ex segretario del Pd. Credit Afp Andrea Ronchini Nur
Quartilla Lauricella | 12 Agosto, 2019, 13:57

Il M5S, insomma, come casa -rifugio di "compagni che sbagliano", che nel cuore restano "compagni", sinceri democratici fanatizzati dallo scandalo della corruzione e della mala politica, ma riabilitabili dal riconoscimento delle buone ragioni della loro incazzatura. In particolare, Calenda ha definito l'idea di Renzi come "folle e ridicola, così Salvini arriva al 60%". E, forse anche per paura di ritrovarsi accerchiato, o persino isolato, sarebbe pronto ad aprire più di una fessura a un governo di transizione che, come primo obiettivo, conduca in porto la manovra economica. Secondo questo teorema, il cui padre è Pietro Grasso (Leu), basterebbe non partecipare al voto, lasciare che la Lega si voti la sua mozione e che i 5 Stelle si esprimano a favore di Conte.

Renzi stamattina rincara la dose e dichiara: Il Governo gialloverde ha fallito, miseramente. Oggi potremmo cullarci nel ritornello: 'Noi lo avevamo detto'. Il tempo è stato galantuomo davvero. Ma un leader non può solo commentare ciò che accade: deve dare una visione. Carlo Calenda stronca il piano di Matteo Renzi per un governo istituzionale sostenuto da varie forze politiche con il conseguente rinvio delle elezioni. Lo spread è schizzato a 240, un dato che pesa oltre 1 miliardo di euro sugli interessi che l'Italia pagherà sui propri titoli di stato. E così il vignettista Makkox, all'anagrafe Marco Dambrosio, regala una perla non solo sulla possibile legislatura dell'immediato futuro, ma anche sui temi da campagna elettorale affrontanti da Matteo Salvini in questi giorni nel corso dei suoi comizi da Beach Tour. E non ha senso trasformare l'Italia in un campo di battaglia per chi si odia.

"Di fronte a una leadership della Lega che tutti giudichiamo pericolosa e che si appella al popolo in maniera spregiudicata e' credibile imbarcarsi in un esperienza di governo Pd-5 stelle (perche' di questo stiamo parlando) per affrontare la drammatica manovra di bilancio e poi magari dopo tornare alle elezioni?" Lo scrive Dario Franceschini su Twitter dopo che sui social i dirigenti e i sostenitori del Pd si dividono tra chi sostiene la linea del segretario per il voto subito e quella di Renzi per un governo di scopo. "Facciamoli subito, altro che elezioni, salviamo il paese dal restyling in grigioverde dell'establishment". "Noi però sette ministeri li abbiamo sacrificati perché ci siamo resi conto che al Paese serviva concludere con l'attuale governo". Anche qui l'ipotesi di un Conte bis sembra perdere quota, con i nomi del solito Cottarelli, ma anche di Moavero, Tria e Cantone (tutti ben visti dal Quirinale) che iniziano a circolare. Meglio andare a votare evitando giochi di palazzo, tentativi di galleggiare e altri incomprensibili formule.

La partita per il voto in autunno o in alternativa per un eventuale "governo del Presidente" - con elezioni spostate almeno alla primavera 2020 - si gioca tutta dentro il Pd.

La discussione su un possibile governo con il M5S sconta un equivoco o un falso che continua a avvelenare la discussione della sinistra italiana e che riconosce non agli elettori grillini, ma al M5S, per quello che è, delle parentele più prossime con la tradizione democratica di quelle vantate dalla Lega di Salvini. "Renzi - conclude Calenda - lo faccia a viso aperto dicendo che ha bisogno di mesi un piu' per creare il suo partito e non si inventi scuse perche' non e' che siamo tutti fessi".

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