Mercoledì, 21 Agosto, 2019

Governo, Di Maio: Lega ritiri ministri o sfiducia se stessa

Di Maio: “Vediamo chi vuole sfiduciare Conte, prima il taglio dei parlamentari” Governo, Salvini: “Voto prima possibile, non attaccati a poltrone”
Quartilla Lauricella | 13 Agosto, 2019, 11:26

Il primo prevedeva che Renzi (i cui fedelissimi sono ancora la maggioranza dei parlamentari democratici) non scendesse a patti mai e poi mai con i Cinquestelle (il cui capetto politico fino a pochi giorni fa definiva il PD "il partito di Bibbiano"). "Rispetto i cacciatori di poltrone, per carità, così come rispetto i disperati che non vogliono tornare a lavorare fuori dal Parlamento; ma lo spieghino agli italiani tutto questo". La cosa puzza di strategia studiata a tavolino... "Chi ha paura degli italiani? Un governo con Renzi e Di Maio non la ascolterebbe affatto questa sensibilità".

Il secondo è che dopo il voto sulla Tav il solco tra la Lega e i 5S fosse profondo almeno quanto quello tra i 5S e il PD dal momento che Lega e PD si erano trovati dalla stessa parte della barricata, quella opposta ai 5S. Nelle condizioni in cui si trovava, la battaglia si stava dimostrando estenuante e perdente per il Carroccio, all'apice del consenso ma sul confine della discesa. Probabilmente Salvini non ha fatto i conti con il fatto che questi mesi di governo insieme al Movimento 5 Stelle gli hanno garantito una certa protezione sui social e nelle piazze da parte di chi ha già ampiamente dimostrato di saper usare la clava ben prima della Bestia salviniana e si è illuso che il suo consenso fosse tutto frutto delle sue politiche. "Ora invece per colpa sua rischia di aumentare l'IVA". Sono calcoli che saranno stati fatti dall'intelligenza leghista, dove l'aumento dell'IVA (una tassa da pagare obbligatoriamente per tutti, con difficili evasioni) non deve spaventare più di tanto, perché se diminuisci la pressione fiscale sul lavoro e ti ritrovi più denaro come stipendio, può anche essere una soluzione.

Altre Notizie