Domenica, 20 Settembre, 2020

In Argentina le "pre-elezioni" sono andate male per Macri

Evandro Fare | 13 Agosto, 2019, 00:51

Le elezioni primarie si sono svolte ieri in Argentina e Macri ne è uscito praticamente con le ossa rotte, raggiunto e grandemente superato dal leader dell'opposizione peronista Alberto Fernandez. Con il 58 per cento dei voti contati, Fernández ha ottenuto il 47 per cento dei voti, Macri il 32 per cento. Alle ore 18 italiane l'indice Merval cede il 30% a 30.640, 72 punti. Fernandez, d'altro canto, sostiene che la sua vittoria alle primarie contribuirà a "costruire un'altra storia" e fare "una Argentina migliore". Macri, in carica dal 2015, ha invece riconosciuto di "aver avuto una cattiva elezione", chiedendo alla coalizione 'Insieme per il cambiamento' da lui guidata a "raddoppiare gli sforzi" per vincere la sfida elettorale di ottobre.

Le elezioni presidenziali sono in programma per il 27 ottobre.

Altrettanto soddisfatta per l'esito delle votazioni l'ex presidente Cristina Fernandez de Kirchner (2007-2015). "L'Argentina ha ascoltato il nostro messaggio", ha detto il vincitore. Il sistema delle primarie, che fu introdotto nel 2009 dall'allora presidente Cristina Kirchner, dopo una sconfitta imprevista nelle elezioni di metà mandato, si chiama ufficialmente "primarie simultanee obbligatorie" ("PASO", in spagnolo) e obbliga tutti i partiti che intendono partecipare alle elezioni presidenziali a presentare almeno un candidato. Il 27 ottobre oltre ai due principali (Macri-Pichetto e Fernandez- Fernandez) saranno in lizza il 'Consenso federale' dell'ex ministro dell'Economia Roberto Lavagna (8,61%) e il 'Fronte di sinistra e dei lavoratori' di Nicolas del Cano (2,98%).

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