Mercoledì, 21 Agosto, 2019

Polemica per t-shirt Versace in Cina, scuse dell'azienda - Lifestyle

La t-shirt al centro delle polemiche La t-shirt al centro delle polemiche
Calogero Calderone | 13 Agosto, 2019, 20:48

Dopo le polemiche che hanno visto coinvolti nei mesi scorsi Dolce & Gabbana in Cina, ora tocca a Versace commettere una 'gaffe'.

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A innescare la bagarre sono le scritte Macao e Hong Kong: entrambe le città sono indicate come stati indipendenti, nonostante alla fine degli anni '90 le ex colonie europee siano tornate alla Cina.

I media cinesi hanno denunciato che su una t-shirt venduta da Versace nel Paese apparivano nomi di città con la nazione di appartenenza sbagliata, in particolare non venivano elencate Hong Kong e Macao come parte della Cina.

Su Weibo, social popolarissimo in Cina, l'hashtag "Versace sospettata di supportare la secessione di Hong Kong e Macao" è diventato trending topic, con oltre 400 milioni di visualizzazioni finora.

Immediata la risposta della Maison che si è subito scusata per l'errore. Dopo che le immagini della shirt sono iniziate a circolare migliaia di utenti su Weibo le hanno condivise e l'attrice cinese Yang Mi ha voluto interrompere tutte le sue collaborazioni con il marchio Versace. "Non ho mai voluto mancare di rispetto alla sovranità nazionale della Cina", scrive Donatella Versace. Nel rammaricarsi per quanto accaduto ha fatto anche sapere di aver ritirato le magliette dai negozi nel luglio scorso e di averle poi distrutte. A questo punto le scuse sono d'obbligo e non solo per una questione di educazione, la Cina solitamente mette questi grossi marchi alle strette: o scuse pubbliche e ufficiali o la chiusura del mercato cinese, una mossa che per un'azienda che opera a livello mondiale rappresenta chiaramente una batosta da tracollo. "Il marchio ammette le proprie responsabilità e sta cercando le azioni per migliorare il modo in cui operare quotidianamente per essere sempre più coscienzioso e consapevole".

Versace non è la prima grande azienda di abbigliamento a finire nel mirino dei social del Paese, che con il suo miliardo e mezzo di abitanti è un mercato ormai imprescindibile per le imprese del settore. Lo scorso autunno Dolce & Gabbana erano finiti nella bufera per uno spot nel quale una modella cinese appariva incapace di usare le bacchette, che aveva costretto i due stilisti a scusarsi in un video.

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