Giovedi, 17 Ottobre, 2019

Ergastolo ostativo, la Cedu rigetta il ricorso dell'Italia

Ergastolo ostativo, Di Maio: 'C'è il rischio di ritrovarci fuori dal carcere boss mafiosi e terroristi' Ergastolo ostativo ai mafiosi, la Corte dei diritti umani di Strasburgo rigetta il ricorso dell'Italia
Evandro Fare | 09 Ottobre, 2019, 16:19

La Corte ha stabilito che gli ergastolani non possano essere privati della possibilità di migliorare la propria condizione detentiva - miglioramento che ora è ammesso solo in caso di collaborazione con la giustizia.

La Gran Chambre della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (che è espressione del Consiglio d'Europea e non dell'Unione Europea) ha respinto il ricorso dell'Italia contro la sentenza che aveva bocciato l'ergastolo ostativo. I giudici europei non ignorano affatto il fenomeno mafioso, ma sanno che nessun reato, per quanto grave, legittima la violazione della dignità umana protetta da quel divieto. "Ma stiamo scherzando?" Per il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale il Movimento Cinque Stelle "non condivide in nessun modo la decisione presa dalla Corte".

Viola, in carcere da trent'anni per associazione mafiosa, omicidio, rapimento e detenzione d'armi, si è finora rifiutato di collaborare con la giustizia e dunque gli sono stati negati i permessi premio e la libertà condizionale. Eppure, i vari procuratori (anche emeriti) che hanno preso cosi' la parola dovrebbero sapere che l'articolo 3 della Cedu è una delle sole quattro norme che non ammettono eccezione o sospensione, nemmeno in uno Stato di guerra. Nella sentenza, la Corte spiega che lo Stato non può imporre il carcere a vita ai condannati solo sulla base della loro decisione di non collaborare con la giustizia.

La Cedu, tuttavia, gli ha dato ragione, definendo come 'inumano e degradante' l'istituto giuridico dell'ergastolo ostativo. In un video pubblicato su Facebook e intitolato "Ergastolo ostativo: la Cedu non capisce", Morra afferma che se una persona "viene condannata all'ergastolo con clausola 'fine pena mai' è perché è un soldato dell'esercito nemico, per cui se uscisse dal carcere ricomincerebbe a compiere reati al soldo dell'organizzazione mafiosa". Non a caso - ha fatto notare il procuratore della Dna, Nino Di Matteo, convinto sostenitore della necessità della norma - proprio l'attenuazione di 41 bis e ergastolo ostativo "come provato da dichiarazioni concordanti di collaboratori di giustizia e da intercettazioni erano i punti principali del cosiddetto 'papello' di richieste che Totò Riina fece avere allo Stato subito dopo la strage di Capaci". Quindi, secondo la Cedu, al contrario di quanto affermato dal governo, la decisione se collaborare o meno, non sarebbe totalmente libera. I giudici di Strasburgo ritengono che "la non collaborazione" non implica necessariamente che il condannato non si sia pentito dei suoi atti, che sia ancora in contatto con le organizzazioni criminali, e che costituisca quindi un pericolo per la società.

Secondo il Presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra la sentenza della CEDU mette a rischio il 41-bis, il regime carcerario nel quale al detenuto sottoposto a regime di isolamento è vietata qualsiasi comunicazione con l'esterno. Non comprendono la virulenza, la rilevanza, di questi soggetti. Falcone e Borsellino hanno fortemente voluto il carcere a vita per i mafiosi perché conoscevano bene la criminalità organizzata e i suoi meccanismi. Qui in Italia piangiamo ancora i nostri eroi, le nostre vittime, e ora dovremmo pensare a tutelare i diritti dei loro carnefici? "Non esiste". Morra ha quindi concluso: "Qui si è offesa la memoria di uomini come Carlo Alberto Dalla Chiesa, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tanti altri". "Anche in questo caso infatti la Corte formula un invito all'Italia a rivedere la normativa in questione - nel caso specifico l'articolo 4 bis dell'Ordinamento penitenziario - prevedendo la possibilità di plurimi elementi di valutazione in ordine alla concedibilità o meno dei benefici penitenziari a chi viene condannato all'ergastolo".

"Leggeremo la sentenza europea sull'ergastolo in Italia - dice il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri - Ma sono sconcertato da una decisione che ignora la necessaria fermezza nella lotta alla mafia".

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