Giovedi, 17 Ottobre, 2019

Francia - Paralizzato torna a camminare grazie al pensiero usando un esoscheletro

Francia, paraplegico torna a camminare grazie a esoscheletro guidato col... Uomo paralizzato torna a camminare grazie ad un esoscheletro
Moreno Priola | 07 Ottobre, 2019, 14:59

A causa di una caduta da 15 metri di altezza, avvenuta 4 anni fa, un uomo, un giovane di 30 anni, purtroppo è rimasto completamente paralizzato, ma grazie al pensiero e usando un esosceletro, torna a camminare e a muovere le braccia. La tecnologia registra i pensieri di chi lo indossa e viene guidato da questi grazie a una serie di elettrodi speciali. Nel corso di un'operazione sono state rimosse due piccole porzioni della scatola cranica e sostituite con due sensori di forma circolare in corrispondenza delle aree del cervello che si attivano nel controllo dei movimenti.

L'esoscheletro a quattro arti testato su un paziente in Francia è il risultato di un lavoro durato due anni, realizzato da Clinatec insieme all'Università di Grenoble, ed è- per definizione del professor Alim-Louis Benabid- il primo sistema cervello-computer wireless semi-invasivo progettato per un uso a lungo termine.

Per prepararsi ad utilizzare l'attrezzatura, il giovane uomo ha affrontato un lungo processo di allenamento, che ha visto coinvolto anche un videogame. Il paziente ha prima imparato a comandare il proprio avatar col pensiero; solo successivamente gli impulsi elettrici del suo cervello sono stati 'raccolti' e usati per muovere l'esoscheletro.

"Non camminavo piu' da anni, avevo dimenticato di essere più alto della maggior parte delle persone intorno a me. È stato davvero impressionante", ha raccontato il paziente. È infatti emerso che gli elettrodi interessati a raccogliere gli impulsi cerebrali del paziente, continuano a funzionare bene a distanza di molto tempo. In precedenti esperimenti svolti da altri gruppi di ricerca gli elettrodi - impiantati troppo in profondità - smettevano di funzionare e potevano andare incontro a effetti avversi provocando infezioni, problema ovviato in questo studio in cui i sensori sono stati piazzati più superficialmente. L' obiettivo è ora ripetere l' esperimento su altri pazienti e perfezionare questo nuovo dispositivo che potrebbe ridare la mobilità a molte persone.

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