Giovedi, 17 Ottobre, 2019

Nobel per la Medicina 2019: premiati Kaelin, Ratcliffe e Semenza

William G. Kaelin Jr. Sir Peter J. Ratcliffe e Gregg L. Semenza i vincitori del Nobel 2019 per la Fisiologia.|Niklas Elmehed William G. Kaelin Jr. Sir Peter J. Ratcliffe e Gregg L. Semenza i vincitori del Nobel 2019 per la Fisiologia.|Niklas Elmehed
Evandro Fare | 08 Ottobre, 2019, 16:21

Il premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina 2019 è stato assegnato a William G. Kaelin Jr, Sir Peter J. Ratcliffe e Gregg L. Semenza, scopritori del "respiro della cellula", per i loro studi "su come le cellule percepiscono e si adattano alla disponibilità di ossigeno".

Questo meccanismo ha un'importanza cruciale per mantenere le cellule in buona salute e averlo scoperto ha aperto la strada alla comprensione di molte malattie, prime fra tante anemia, tumori, infarto, ictus. Attualmente dirige il Centro per la ricerca clinica dell'Istituto Francis Crick di Londra ed è membro dell'Istituto Ludwig per la ricerca sul cancro.

Gregg L. Semenza, 63 anni, è nato a New York nel 1956 e ha studiato biologia ad Harvard e poi nell'Università della Pennsylvania.

Laureato in medicina nel 1982, si è specializzato in medicina interna al John Hopkins e ha ottenuto una borsa di oncologia presso al Dana-Farber Cancer Institute. In pratica "esiste una plasticità nel modo in cui le cellule si adattano alla presenza di ossigeno". Ma come fa la scarsità di ossigeno a scatenare questa risposta? Laureato nel 1978, Ratcliffe ha studiato medicina renale all'Università di Oxford, con particolare attenzione all'ossigenazione renale.

Tutti gli animali, e anche l'uomo, hanno bisogno di ossigeno per trasformare il cibo in energia utile.

Il gruppo di Ratcliffe si è reso presto conto che le cellule renali non erano le uniche cellule che reagivano all'ipossia. I tre scienziati, recita la motivazione del riconoscimento, "hanno stabilito le basi per comprendere come i livelli di ossigeno influenzano il metabolismo cellulare e la funzione fisiologica". Dozzine di tipi di cellule, sia nell'uomo che in altri organismi, potrebbero accendere l'eritropoietina e altri geni se privati dell'ossigeno.

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