Giovedi, 17 Ottobre, 2019

Ticket sanitario: novità in arrivo

Ticket sanitario la svolta di Speranza Ticket sanitario: novità in arrivo
Moreno Priola | 01 Ottobre, 2019, 22:24

Il sistema attuale dei ticket sanitari, si legge ancora nella bozza del provvedimento, "prevedendo un importo fisso per tutti i cittadini crea evidenti disparità di accesso al servizio sanitario nazionale in relazione alle capacità di reddito". E dalla riduzione del cuneo fiscale, "che vuol dire qualche euro in più in busta paga".

Ad annunciarlo su Facebook è il ministro della Salute, Roberto Speranza, che in un video annuncia le novità: lo stanziamento di due miliardi in più nel 2020 appunto, l'abolizione del superticket e la rimodulazione del ticket che tenga conto del reddito di chi usufruisce del sistema sanitario nazionale. Le risorse da sole non bastano, ma sono fondamentali per iniziare a risolvere i problemi e il primo è la carenza dei medici e del personale. Nella bozza del Patto della salute tra governo e regioni del maggio scorso c'è un paragrafo dedicato proprio a una riforma del ticket che sarebbe stato preso come punto di riferimento dal ministero. Il ministro della Salute ha aperto le porte alla possibilità di togliere di mezzo il superticket, già abolito in alcune Regioni: "Abbiamo deciso ieri - ha detto il ministro Speranza - di affrontare con forza anche la questione del superticket, un balzello di 10 euro che non consente a troppi cittadini di accedere al Ssn". Che ha aggiunto: "Abbiamo deciso di collegare alla Finanziaria un ddl di riordino della materia dei ticket, che è la modalità di compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria".

Per capire meglio l'entità di questo cambiamento, ricordiamo come funziona al momento il ticket nel Sistema Sanitario Nazionale. "Abbiamo scritto per la prima volta che è sbagliato e che va superato e mi impegnerò perché avvenga nel più breve tempo possibile". "Al di là delle esenzioni si paga lo stesso e credo che si possa intervenire secondo il principio che chi ha di più deve pagare di più, chi ha di meno deve pagare di meno". "È di tutta evidenza che questo non può prescindere dalle relative condizioni economiche e reddituali". Fermo restando, per il ministro, un principio garantito anche dalla Costituzione: "Non conta quanti soldi hai o in che Regione vivi, hai sempre il diritto sacrosanto a essere curato".

Altre Notizie