Domenica, 15 Dicembre, 2019

L'influenza è in anticipo: dove e chi colpisce di più

Indagini presentata al 64mo Congresso nazionale della Società italiana di Gerontologia e Geriatria Indagini presentata al 64mo Congresso nazionale della Società italiana di Gerontologia e Geriatria +CLICCA PER INGRANDIRE
Moreno Priola | 30 Novembre, 2019, 19:55

Basandosi sull'andamento della stagione influenzale nell'emisfero australe, ad inizio autunno era stata fatta una prima previsione sulla possibile diffusione dell'influenza in questo inverno 2019/2020. Secondo quanto emerso dall'ultimo congresso della Società italiana di medicina generale e cure primarie tenutosi a Firenze, però, le stime vanno ritoccate in eccesso. "L'indagine evidenzia anche lacune di formazione dei medici", commenta il presidente di Sigg Antonelli Incalzi, "appena un medico su dieci sa, per esempio, che un paziente con comorbidità per diabete, broncopneumopatia e insufficienza renale ha una chiara indicazione al vaccino antinfluenzale e anti-pneumococco".

"Siamo ormai giunti a dicembre e l'attività del virus influenzale sta aumentando la propria incidenza". I dati relativi al tasso di vaccinazione influenzale nelle due strutture ospedaliere saranno settimanalmente resi pubblici sulla intranet aziendale - e a periodicità definita anche sui siti web dei 2 ospedali - in maniera standardizzata e per specifiche categorie professionali: medici, infermieri e altre professioni sanitarie, studenti e specializzandi. Solo nell'ultima settimana 167 mila casi in più di influenza, in particolare in Sicilia, che è la regione più colpita. Lo scorso anno a causa dell'influenza sono finite in terapia intensiva 809 persone con malattie pregresse, 198 sono decedute. A differenza di quella antinfluenzale (che è stagionale), le vaccinazioni per pneumococco e per herpes zoster possono essere somministrate durante tutto l'anno. Sono oltre 587mila le persone che, a distanza di un mese dall'inizio della campagna di vaccinazione antinfluenzale hanno assunto il vaccino. L'obbiettivo sanitario minimo è quello di raggiungere almeno il 75% di copertura delle fasce a rischio, mentre l'ideale sarebbe raggiungere la copertura del 95%.

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