Venerdì, 28 Febbraio, 2020

Open, Renzi: "Non ci faremo processare nelle piazze"

Open, Renzi: Open, Renzi: "Non ci faremo processare nelle piazze"
Evandro Fare | 15 Dicembre, 2019, 12:18

"Per distruggere la reputazione di un uomo può bastare la copertina di qualche settimanale, ma per ricostruire quella reputazione servono anni e anni", ha tuonato Renzi, .Servono soldi regolari, puliti e trasparenti per fare politica. Ma questo dibattito verte sulla democrazia liberale, sulla separazione dei poteri. Bonino e Pannella anni dopo scrissero una lettera all'ex presidente della Repubblica Giovanni Leone per scusarsi. Tra me e Craxi e Moro ci sono differenze. Creazzo, chiedendo in primis perché non mi state... Questa fondazione aveva il bilancio totalmente pubblico.

"Ho imparato a mie spese che in Italia si può parlare male di tutti, persino del Papa, ma non di Banca d'Italia".

E poi insiste sul ruolo della magistratura, che secondo lui ha fatto "un'invasione di campo": "La magistratura ha preteso di decidere che cosa è un partito e che cosa no. Ai membri togati del Csm che censurano un senatore per le sue idee politiche dico che non mi risulta sia stato abrogato l'articolo 68 della Costituzione nel quale i parlamentari non sono chiamati a rispondere delle proprie idee". Le conseguenze quali sono? L'intervento in Senato di Matteo Renzi sulla Fondazione Open conferma una posizione contraria di Italia Viva sul dibattito sul finanziamento alla politica che in queste ore sta avvenendo a Palazzo Madama: "C'è stata una violazione sistematica del segreto d'ufficio sulle vicende personali del sottoscritto - si è difeso l'ex premier - non è uno stato di diritto questo, siamo alle barbarie". Non è sacrosanto sostenere che tutto possa essere totalmente privo di qualsiasi limite. "Qualcuno dice che la privacy per il politico non esiste". Io non ci sto nello Stato etico di chi vuole trasformare in un processo ciò che è elemento di opportunità politica.

Matteo Renzi si scaglia contro quello che chiama "giornalismo a richiesta", ossia la divulgazione a mezzo stampa di informazioni riservate, che vengono passate al giornalista da chi le possiede con lo scopo della pubblicazione, informazioni che altrimenti "il giornalista non avrebbe avuto".

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