Sabato, 25 Gennaio, 2020

Benedetto XVI: "Per i sacerdoti il celibato è indispensabile, non posso tacere"

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Evandro Fare | 13 Gennaio, 2020, 14:21

"Io credo che il celibato" dei sacerdoti "abbia un grande significato" ed è "indispensabile perché il nostro cammino verso Dio possa restare il fondamento della nostra vita", è uno dei passaggi di Benedetto XVI, secondo Le Figaro che pubblica alcune anticipazioni.

Papa Ratzinger, Benedetto XVI, interviene sul tema del celibato attraverso un libro di prossima pubblicazione in Francia dal titolo "Dal profondo del nostro cuore", scritto a quattro mani con il cardinale Roberto Sarah.

"Non posso tacere", scrivono rilanciando Sant'Agostino. Una strada, quella proposta dal Documento finale dell'assemblea sinodale, che accoglieva le istanze dei presuli locali, ma soprattutto di parecchi esponenti delle chiese europee (tedesca in primis), desiderose di applicare le "aperture" e le "novità" anche a contesti ben lontani dalle rive del Rio delle Amazzoni. Come riporta la testata francese, nell'introduzione del libro scritta da Ratzinger con Sarah si legge: "Negli ultimi mesi, mentre il mondo ha risuonato con il tumulto creato da uno strano sinodo dei media che ha avuto la precedenza sul vero sinodo, ci siamo incontrati".

Giù le mani dal celibato sacerdotale. Ci siamo scambiati idee e preoccupazioni.

Benedetto XVI spiega che "dalla celebrazione quotidiana dell'eucaristia, che implica un servizio permanente a Dio, nacque spontaneamente l'impossibilità di un legame matrimoniale. Si può dire che l'astinenza sessuale, che era funzionale, si è trasformata in una astinenza ontologica". Non è "possibile realizzare simultaneamente le due vocazioni", quella sacerdotale e quella matrimoniale, e occorre dunque "rinunciare a tutti i compromessi". Il cardinale africano, richiamando il Sinodo sull'Amazzonia, secondo le anticipazioni aggiunge: "Non possiamo proporre dei sacerdoti di seconda classe", tanto più "in una Chiesa giovane che ha più bisogno di incontrare la radicalità del Vangelo".

Il cardinale respinge ance la tesi che potrebbe trattarsi di "una eccezione". Sarebbe invece "uno stato permanente" e "una ferita nella coerenza del sacerdozio". E lancia un appello accorato ai confratelli cardinali, vescovi e sacerdoti: "Non dobbiamo lasciarci impressionare dalle mode".

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