Venerdì, 28 Febbraio, 2020

Bugie sull'origine del grano duro: sanzionata Lidl per 1 milione di euro

Lidl multa da 1 milione informazioni fuorvianti sul grano made in Italy Multa milionaria alla Lidl: “Consumatori ingannati sull’origine della pasta”
Quartilla Lauricella | 20 Gennaio, 2020, 01:10

Si tratta, nello specifico, delle proprie linee di pasta di semola a marchio Italiamo e Combino.

Il procedimento riguarda scorrettezze, dice l'Antitrust, nella promozione e nella commercializzazione, sia nei punti vendita Lidl sia sul sito internet lidl.it, delle proprie linee di pasta di semola di grano duro mediante confezioni che rappresentano in maniera ingannevole le caratteristiche della pasta stessa, "enfatizzando sulla parte frontale l'italianità del prodotto", in assenza di adeguate e corrette indicazioni sull'origine anche estera del grano duro impiegato nella produzione della pasta. L'Autorità ha accolto e reso obbligatori gli impegni presentati da Auchan, Cocco, De Cecco e Divella, che consistono in modifiche delle etichette e dei rispettivi siti, in modo da garantire al consumatore una informazione completa sull'origine del grano utilizzato nella produzione della pasta. Giuseppe Cocco. (marchio Cav Giuseppe Cocco). "Lidl - ha sostenuto l'Antitrust - ha utilizzato negli ultimi 30 mesi semola ottenuta da miscele di grani duri provenienti sia dai paesi Ue che non Ue, in cui quello italiano rappresentava in media una quota del 40%".

Quanto a Lidl, l'Autorità ha adottato un provvedimento di accertamento di una pratica commerciale scorretta nei confronti dell'azienda, che non ha presentato impegni nel corso della procedura istruttoria. Il grano utilizzato per la produzione della pasta indicato come italiano in realtà arrivava anche da Canada, California, Arizona e, nel caso del marchio Passioni distribuito dall'Auchan, da Argentina, Russia, Francia, Grecia, Messico e altri. L'indicazione sulla provenienza del grano è evidenziata solo si lato e con caratteri molto piccoli e non si nota in un primo momento.

Le prime quattro si sono tutte impegnate a cambiare le informazioni date sull'etichetta e sui siti aziendali, mentre il marchio tedesco no. A differenze del marchio tedesco, le aziende adotteranno un nuovo set informativo che "permetterà così di evitare la possibile confusione tra provenienze della pasta e origine del grano".

Nel caso in cui si voglia esaltare l'italianità del prodotto in confezione, con la bandiera italiana o con la dicitura "Made in Italy" in evidenza, "si rende necessario controbilanciare tale enfasi con una più evidente e contestuale indicazione dell'origine del grano". Quindi, quelle diciture "Specialità italiana" e "Prodotto in Italia", sulle confezioni risultano ingannevoli. Sul sito lidl.it, invece, non compare proprio. L'Antitrust multa la nota azienda, per aver diffuso informazioni fuorvianti circa l'origine del grano duro utilizzato nella produzione della pasta di semola di grano duro di Italiamo e Combino (a marchio del discount).

Tornando a Lidl, in ragione dell'importanza attribuita dai consumatori all'informazione sull'origine della materia prima e della diffusione dei punti vendita della catena, l'Autorità ha irrogato una sanzione di un milione di euro.

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