Mercoledì, 05 Agosto, 2020

Paolo Bonolis e la religione, l’intervista: "Non credo in Dio ma prego"

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Calogero Calderone | 13 Febbraio, 2020, 22:39

D'altronde di cosa doveva parlare il noto conduttore TV sul canale controllato dalla Conferenza Episcopale Italiana se non Dio e di religione? L'idolo dei bambini degli anni Ottanta ha raccontato a Don Marco Pozza della sua infanzia trascorsa a contatto con i preti e di come lui si approcci oggi alla fede.

Ai microfoni di SkySport, anche Paolo Bonolis si proietta con fiducia al derby di questa sera tra Inter e Milan: "Sensazioni positive, come è stato per tutta la stagione". Non è la prima volta che il 58enne romano si è aperto circa il suo pensiero con il culto cattolico. Si è trattato di una domanda molto semplice, soprattutto per una napoletana, Ma la concorrente avrebbe sbagliato la risposta facendo una figuraccia. Non ho un oggettivo 'credo', mi fermo al 'so'. "La sera, però, prego sempre", rivela il timoniere di Ciao Darwin. Per vedere il 'Sarri di Napoli' ha bisogno di quel tipo di giocatori. Conte ha la capacità di tirare fuori dai ragazzi che allena tutta l'anima e tutta la possibilità quasi guerrafondaia in campo. "Ho fatto le scuole dai preti, che mi hanno insegnato il Padre nostro, l'Ave Maria, il Gloria al Padre e tutte quante queste cose qua", esordisce Bonolis, aggiungendo: "Le preghiere mi danno l'idea di poter aprire una porta, di rivolgermi con gratitudine a qualcuno e salutare tutte quelle persone che sono passate attraverso la mia vita e adesso non ci sono più". "Però lo faccio. Lo fai perché ti fa stare meglio, perché è più comodo", conclude Paolo Bonolis.

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