Sabato, 28 Marzo, 2020

Coronavirus drammatico quadro a Bergamo, medici: "Epidemia fuori controllo"

Luca Lorini in collegamento con BergamoTv Coronavirus, 13 medici raccontano il dramma di Bergamo: “Siamo oltre il collasso, i pazienti più an ...
Moreno Priola | 26 Marzo, 2020, 02:21

I componenti dell'unità di crisi dell'ospedale di Bergamo - costituita già il 21 Febbraio scorso per fronteggiare quella che si sarebbe poi rivelata una terribile pandemia e che raccoglie molti dei Direttori di dipartimento dell'ASST Papa Giovanni XXIII e dei direttori delle Unità maggiormente coinvolte, accademici e ricercatori di chiara fama -, hanno firmato una lettera in risposta a quanto pubblicato da alcuni medici del nostro ospedale al New England Journal of Medicine Catalyst.

Ma che succede in ospedale?

Total Italia contribuisce con 50.000 euro alla raccolta fondi promossa dall'ASST Papa Giovanni XXIII a sostegno dell'Ospedale di Bergamo per fronteggiare l'emergenza sanitaria Coronavirus. Nonostante Bergamo sia una città relativamente piccola, è l'epicentro dell'epidemia con 4305 casi, più di Milano e di qualsiasi altro comune nel paese. In terapia intensiva la maggior parte dei posti sono occupati da persone che hanno ragionevoli possibilità di sopravvivere. La situazione qui è triste in quanto operiamo ben al di sotto del nostro normale standard di assistenza. I tempi di attesa per un posto in terapia intensiva durano ore. "Spesso i pazienti più anziani non vengono rianimati, e muoiono da soli senza cure palliative, e la famiglia è avvisata solo con un una telefonata". I pazienti giacciono su materassi appoggiati sul pavimento.

Il personale sanitario è abbandonato a se stesso mentre tenta di mantenere gli ospedali in funzione.

Purtroppo, scrivono i camici bianchi nel loro grido disperato, "il resto del mondo sembra non essersi accorto che a Bergamo l'epidemia è fuori controllo". E questa è una testimonianza estremamente drammatica di ciò che sta accadendo. Ci manca la competenza sulle condizioni epidemiche, guidandoci ad adottare misure speciali per ridurre i comportamenti epidemiologicamente negativi. Ovvero soluzioni al Covid-19 destinate all'intera popolazione e non solo agli ospedali.

Quindi i medici bergamaschi denunciano che "gli ospedali possono essere i principali veicoli di trasmissione del Covid-19". I sanitari sono portatori asintomatici della malattia o ammalati senza alcuna sorveglianza.

Il suggerimento: "Cure a domicilio e cliniche mobili evitano spostamenti non necessari e allentano la pressione sugli ospedali". Bisogna creare un sistema di sorveglianza capillare che garantisca l'adeguato isolamento dei pazienti facendo affidamento sugli strumenti della telemedicina. Negli ospedali, la protezione del personale medico dovrebbe essere prioritaria. Non si possono fare compromessi sui protocolli; l'equipaggiamento deve essere disponibile. Abbiamo bisogno di strutture ospedaliere interamente dedicate al Covid-19 e separate dalle aree non contagiate.

L'OMS ha lanciato l'allarme sugli allarmanti livelli di inazione (dei paesi occidentali, ndt). Tuttavia, sono necessarie misure audaci per rallentare l'infezione. Per questo serve un coordinamento internazionale, e un piano a lungo termine per quando l'epidemia ritornerà.

Il coronavirus è l'Ebola dei ricchi e richiede uno sforzo coordinato e transnazionale. Non è particolarmente letale, ma è molto contagioso. E più la società è "medicalizzata" e "centralizzata" e più il virus si diffonde: nei fatti è "una catastrofe", e quello che sta succedendo in Lombardia "potrebbe succedere dappertutto".

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