Giovedi, 01 Ottobre, 2020

Coronavirus, WhatsApp rischia il collasso in Italia: Zuckerberg preoccupato per i server

Zuckerberg allarme su WhatsApp Se l'epidemia si espande i nostri server rischiano di fondersi Coronavirus, WhatsApp rischia il collasso in Italia: Zuckerberg preoccupato per i server
Bortolo Musarra | 23 Marzo, 2020, 23:07

Tutti a casa e dunque: tutti al cellulare. Non solo perché il distanziamento sociale non permette di avere rapporti ravvicinati e questo dunque non può che essere bypassato con i mezzi di comunicazione online quali WhatsApp, Messenger ed altro.

I server di Facebook sembrano essere più che "cocenti" in questo ultimo periodo e a dirlo non sono gli analisti ma direttamente Mark Zuckerberg, il CEO del Social Network per eccellenza, che ha dichiarato come in Italia ma anche in altri paesi maggiormente colpiti dall'emergenza COVID-19, ci sia stato un aumento del volume di utilizzo dei propri Messegner e WhatsApp.

WhatsApp è diventato ancora di più un elemento fondamentale nella vita delle persone da quando è entrato in scena il coronavirus, ma il suo eccessivo utilizzo ha messo in allarme Facebook per il sovraccarico di lavoro che sta gravando sull'infrastruttura, con il concreto rischio di fondere i server.

Il problema non sarebbe tanto da ricercarsi nei messaggi di testo, pochi byte di dati più facili da gestire, quanto più nelle chiamate vocali e, soprattutto, nelle videochiamate, funzioni che richiedono molti più dati. "Ma se ciò accadrà, allora dovremo davvero assicurarci di esserne all'altezza dal punto di vista delle infrastrutture". Insomma, l'emergenza sta mettendo alla prova non solo le strutture sanitarie di tutto il mondo, ma anche servizi che ci sembrano così scontati e che usiamo tutti i giorni. Zuckerberg ha spiegato che il traffico degli ultimi giorni è più che raddoppiato rispetto al normale, attestandosi su livelli ben più alti di quelli registrati durante la notte di San Silvestro, giorno in cui di solito si registrano i picchi massimi per app di messaggistica come quelle legate all'ecosistema di Facebook.

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