Sabato, 28 Marzo, 2020

Maldini e il coronavirus: "Non è una normale influenza"

Daniel Maldini Milan Daniel Maldini
Iona Trifiletti | 25 Marzo, 2020, 18:42

Maldini è risultato positivo al Coronavirus insieme al figlio Daniel, giocatore della Primavera del Milan.

Paolo Maldini si è ammalato di coronavirus e ha raccontato al Corriere della Sera il suo calvario. Io conosco il mio corpo.

Riguardo alla sensazione che si prova scoprendo di essere stati contagiati, Maldini ha raccontato a Cazzullo: "Sapevo già di avere il virus". Paolo Maldini ha vinto anche questa battaglia. I dolori sono particolarmente forti, e poi senti come una stretta al petto. "E' un virus nuovo. Oggi non si possono organizzare le selezioni, non ci si può preparare a dovere per l'appuntamento della vita".

Purtroppo, il virus forse colpì anche sua moglie e suo figlio Cristian: "mia moglie moglie ha avuto un'influenza molto lunga e che durò tre settimane". Io ho avvertito i primi sintomi giovedì 5 marzo.Dolori alle articolazioni e ai muscoli. Sono venuti i medici della Asl, con guanti e mascherine. L'ex capitano del Milan, in un video messaggio pubblicato sui social ha ringraziato "tutti quei dottori, gli infermieri, operatori sanitari, protezione civile, forze dell'ordine che stanno affrontando quest'emergenza con il massimo della professionalità e con un coraggio enorme". Poi ho scoperto che un amico, che avevo incontrato il 23 febbraio, era positivo, come un'altra persona che lavora con me.

PAURA. "Un mio amico ha avuto problemi respiratori, è ricoverato all'ospedale di Legnano, non dorme, ha gli incubi..." Mi pare che in famiglia sia quello che l'abbia presa in forma più leggera. A me è andata meglio. E' poi possibile uscire sporadicamente (meglio se lo fa un solo membro della famiglia una volta a settimana) per andare a fare la spesa nei supermercati, che ricordiamo rimarranno sempre aperti. "Comunque sono qui confinato da diciotto giorni con la mia famiglia". Da 18 giorni Paolo Maldini è in famiglia: "Riuscire a isolarsi del tutto è molto difficile". Sì - risponde Maldini - Già giocare a porte chiuse è una violenza, per i tifosi e per i calciatori.

RIPARTENZA. "Un finale di campionato ci deve essere, e ci sarà". Capisco che per la gente sarebbe uno svago prezioso. Se si dovessero avere anche lievi sintomi simil-influenzali (come la tosse) non bisogna uscire di casa né recarsi al pronto soccorso o dal proprio medico, ma chiamare i numeri messi a disposizione da tutte le regioni (qui l'elenco completo). Alcune, come la Sampdoria, sono più colpite. E poi è giusto mettere tutte le squadre sullo stesso piano. "Tutti i calciatori devono avere il tempo di riprendersi e allenarsi".

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