Sabato, 28 Marzo, 2020

Manca la sicurezza, chiudono i benzinai

Coronavirus mercoledi sciopero metalmeccanici lombardi CORONAVIRUS, STOP DEI BENZINAI: “PRIMA AUTOSTRADE, POI GLI ALTRI
Iona Trifiletti | 25 Marzo, 2020, 00:41

"Noi, da soli, non siamo piu' nelle condizioni di assicurare ne' il necessario livello di sicurezza sanitaria, ne' la sostenibilita' economica del servizio". Per questo motivo, semplicemente, i distributori di benzina inizieranno a chiudere uno alla volta. Si parte dagli impianti situati lungo le reti autostradali e le tangenziali. Da domani, mercoledì 24 Marzo, gli impianti di carburante resteranno chiusi. Da giovedì e nei giorni successivi la paralisi si estenderà anche alla viabilità ordinaria.

Il premier Conte ha fatto sapere che "la ministra De Micheli adotterà un'ordinanza per regolamentare l'orario di apertura in modo da assicurare il rifornimento".

I distributori di carburante in autostrada annunciano la chiusura a partire dal 25 marzo: il Governo non ha risposto all'ultimatum lanciato dalle organizzazioni sindacali dei gestori delle pompe (FAIB, Fegica e ANISA), che hanno richiesto provvedimenti immediati volti a fronteggiare la crisi dovuta alla marcata riduzione della circolazione sulla rete autostradale per via della pandemia di Coronavirus. 100.000 persone che hanno continuato a fare il loro lavoro (ridotto mediamente dell'85%) a rischio della propria incolumità e mettendo in pericolo la propria salute, presidiando fisicamente il territorio. Queste 100.000 persone risultano essere letteralmente invisibili, presenza data per scontata, indegna persino di quella citazione che di questi tempi non si nega a nessuno" si legge ancora nella nota che aggiunge: "Noi non siamo certo eroi, né angeli custodi. "Ma non abbiamo più la voglia e la forza per spiegare le solari ragioni che ci sostengono", si legge nella nota dei Sindacati dei benzinai.

"Siamo persone con famiglie da proteggere, cittadini tra gli altri che sanno di dover assolvere ad una responsabilità di cui non si vogliono spogliare, ma a cui non può essere scaricato addosso l'intero carico che altri soggetti, con ben altri mezzi, disponibilità economiche e rendite, si ostinano ad ignorare". La categoria si sente abbandonata in questo momento, non essendo stata mai menzionata né aiutata, sia dal punto di vista economico che di fornitura dei presidi sanitaria.

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