Sabato, 04 Luglio, 2020

Consumi. Istat: crollo spesa famiglie a -6,4%, propensione risparmio +12,5%

Istat, le famiglie italiane sono sempre più povere: a inizio 2020 il reddito è calato dell’1,6% Istat, cresce la pressione fiscale. Diminuisce il potere d’acquisto delle famiglie
Quartilla Lauricella | 29 Giugno, 2020, 11:44

Per Confcommercio il parziale recupero della fiducia dei consumatori è "un elemento importante che potrebbe suggerire che il forte aumento della propensione al risparmio nel primo trimestre non ha caratteristiche strutturali". Il rapporto tra deficit e Pil, nel primo trimestre, si è attestato al 10,8%, a fronte del 7,1% segnato nello stesso periodo del 2019. Lo rileva l'Istat. La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici nel primo trimestre 2020 e' stata pari al 12,5% (+4,6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente).

La pressione fiscale in aumento nel primo trimestre di quest'anno. In particolare nell'industria l' indice di fiducia del settore manifatturiero sale da 71,5 a 79,8 e nelle costruzioni aumenta da 108,4 a 124,0.

Secondo quanto riporta Repubblica, il potere d'acquisto delle famiglie è diminuito dell'1,7% nel I trimestre rispetto ai tre mesi precedenti, a fronte di una sostanziale stabilità dei prezzi (+0,2% la variazione del deflatore implicito dei consumi delle famiglie rispetto al trimestre precedente).

E' cioè aumentata l'incidenza dell'indebitamento sul Prodotto interno lordo e ciò è dovuto alla riduzione delle entrate e all'aumento delle uscite.

Sul sito dell'ISTAT è stato pubblicato il report intitolato "Il Conto delle Amministrazioni pubbliche (AP), e le stime relative alle famiglie e alle società".

La pressione fiscale è stata pari al 37,1%, in crescita di 0,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. L'istituto nazionale di statistica, spiega che il reddito in termini reali, ovvero il potere d'acquisto, è calato dell' 1,7%. Si contrae la spesa per i consumi finali - 6,4%. "Anche le misure di finanziamento degli ammortizzatori sociali e dei sostegni al reddito, pur con tutti i limiti, hanno avuto l'effetto di ridimensionare i timori delle famiglie che hanno potuto contare su forme di assistenza".

L'Istat conclude il comunicato puntualizzando che le stime dei conti trimestrali delle AP, famiglie e società, sono per ovvie ragioni condizionate dall'emergenza sanitaria, "legati alla raccolta dei dati di base che costituiscono l'input per l'elaborazione dei conti". I dati riportati dall'Istat sulla povertà parlano chiaro. Si va verso una fase economico-sociale più critica del Paese o verso una normalizzazione dei dati? Il popolo è sempre più scettico.

Anche per quello che riguarda le stime che fanno riferimento alle imprese Istat evidenzia un aumento della fiducia diffuso a tutti i settori, anche se "i livelli rimangono depressi".

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